Redazione

Chiamarsi Calabria ed essere bresciano, già di suo un bello scherzo del destino. Che poi il Milan, questo Milan, diventi di Calabria grazie a un calabrese, forse è ancora più assurdo. Ma così è stato, perchè già al suo arrivo sulla panchina rossonera, Rino Gattuso aveva pregustato l’idea di schierare più spesso il terzino ventunenne. Di mezzo c’è stato un infortunio, qualche sperimentazione di troppo nei moduli, eppure alla fine chi la dura la vince e fino al ritorno di Conti (a proposito, non ci sono ancora previsioni sul ritorno dell’ex atalantino) il posto sulla destra ormai è suo. Scavalcato Abate nelle gerarchie, prestazioni importanti e un futuro radioso di fronte a sè.

Calabria cresce a vista d’occhio

Meglio da terzino che da esterno a tutta fascia, ma che le doti ci fossero era evidente anche ai tempi di Montella. Nella scorsa stagione a tenere ai box il classe ’96 ci ha pensato una caviglia ballerina, ma quando la condizione fisica lo ha sorretto, il tecnico l’ha sempre mandato in campo. Ora però Calabria è cresciuto, perchè all’ottimo lavoro difensivo comincia anche ad abbinare qualche scorribanda offensiva, un’ottima collaborazione con chi ha davanti (che al momento è Suso) e cross degni di nota, che per un terzino completo non fanno mai male. Questione, probabilmente, di fiducia nei propri mezzi, cosa che Gattuso non gli sta facendo mancare.

Uno dei fiori all’occhiello del settore giovanile

Assieme a Donnarumma, Locatelli e Cutrone, Calabria è uno dei fiori all’occhiello della nuova nidiata di giovani rossoneri con un passato importante nelle giovanili. E, escludendo il portiere, è al momento quello del gruppo con più probabilità di scendere in campo da titolare. E pensare che l’arrivo di Conti sembrava precludergli il campo, al punto che in estate era stata paventata una sua possibile cessione (in prestito o definitiva). Alla fine non se ne è fatto nulla ed il ventunenne bresciano si era quasi rassegnato a giocarsi il posto da vice del biondo terzino nel 3-5-2 disegnato da Montella. Poi ci ha messo lo zampino un crociato, ma soprattutto il cambio di panchina. Perchè a Gattuso Calabria piace.

Gattuso ha (la) Calabria nel cuore

E non potrebbe essere altrimenti, non solo per l’assonanza con la sua terra natia. Nella ricerca degli equilibri dopo la fine dell’esperienza Montella, il tecnico del Milan ha individuato una condizione necessaria affinchè la sua squadra possa risalire la china e magari puntare a un piazzamento in Europa League. Bisogna gettare il cuore oltre l’ostacolo, versare ogni singola goccia di sudore nella maglia e non tirarsi indietro. Tutte caratteristiche che Ringhio rivede nel suo giovane terzino, che forse non ha i mezzi tecnici per diventare uno dei grandissimi del ruolo, che non ha lo spunto ubriacante dei Maicon o dei Dani Alves, ma che fa esattamente quello che serve alla squadra, con la massima dedizione possibile. Una sorta di Gattuso della fascia destra. E tra Gattuso e Calabria, si sa, il feeling è pressochè automatico.