Redazione

Milan, questo derby vale tre volte tanto. Montella non può sbagliarlo, la squadra non può perderlo, Suso non può bucarlo. Insomma, la sfida con l’Inter è di quelle che determinano la stagione.

Montella, troppa confusione e pochi risultati

Montella non può permettersi passi falsi. La sua permanenza è ufficialmente fuori discussione ma è altrettanto innegabile che la conferma sia appesa a un filo. La dirigenza gli ha affidato una squadra rivoluzionata ma comunque competitiva. L’unico alibi a cui può appellarsi il tecnico rossonero è l’oggettiva difficoltà di plasmare un gruppo che è stato rivoltato come un calzino rispetto allo scorso anno e le caratteristiche di calciatori non adattabili al suo modulo di gioco.  Montella è partito con il 4-3-3 ma i più maliziosi sostengono abbia sposato il 3-5-2 più per adattarsi al materiale umano che per effettiva convinzione. Non a caso la squadra ha perso identità e le scelte non sono mai state chiare e definitive. E c’è l’aggravante della condizione atletica deficitaria. Il Milan non corre né regge i 90′ di gioco e ciò è costato diversi punti.

La squadra e i singoli vietato sbagliare

A prescindere dalla solidità di Montella, il Milan, inteso come squadra, non può più sbagliare: tre sconfitte in sette partite sono troppe e un ulteriore KO comprometterebbe forse definitivamente anche la corsa Champions. Montella ha deciso di affidarsi a uno dei suoi fedelissimi: Suso. Una scelta che rischia di ritorcersi contro il tecnico. Lo spagnolo spesso è stato decisivo nei derby ma schierarlo dal primo minuto sacrificando Silva (ma anche Cutrone avrebbe diritto di chiedere una maglia) rischia di innescare una bomba ad orologeria. Giudicare con il senno di poi appare ingiusto e anche ingeneroso, ma mai come questa volta il risultato è sovrano. Montella si sta assumendo una grande responsabilità, ma sara il primo a pagarne le conseguenze qualora il derby si tingesse di nerazzurro.