Redazione

Il Milan non lascia, anzi raddoppia. Il problema fideiussioni è risolto e lascia in graditissima eredità altri 30 milioni di euro, che Fassone e Mirabelli saranno certamente felici di aggiungere al budget per gli acquisti. I dirigenti, che almeno a vedere le partite di Europa League dovranno portare a Milanello un altro centrocampista e la punta in grado di far saltare il banco, si fregano le mani e possono ora tornare a lavorare su obiettivi che sembravano dover sfumare.

Milan, fideiussioni ok e altri fondi per il mercato

Ma andiamo con ordine. Questione fideiussioni, risolta con lode. Ci pensa l’istituto bancario IFIS (fondato da Sebastien Egon Fürstenberg, che nonostante l’esotico nome è cugino di primo grado di Andrea Agnelli, presidente della Juventus) e quindi entro l’undici agosto saranno presentate e  impediranno che i trasferimenti di Biglia e Bonucci possano essere messi in discussione. Il problema, scaturito dalla difficoltà della proprietà cinese di avviare contatti con istituti bancari tricolori, va in soffitta e regala addirittura nuovi sogni ai tifosi rossoneri.

Il motivo è semplice. Il fondo Elliott, allarmato dalla necessità di trovare le famose garanzie finanziare per le operazioni in entrata, si era comunque mosso per coprire le spalle alla società di Yonghong Li. Il fondo statunitense ha infatti sottoscritto un bond da oltre 54 milioni, che nelle intenzioni avrebbe dovuto sostituire le fideiussioni e garantire il regolare svolgimento del mercato. Ma ora non ce n’è più bisogno e allora meglio investire le risorse fresche in altra maniera. Come? Ovviamente sul mercato, con una iniezione di liquidità che si aggira sui 30 milioni, che vanno ad aumentare il budget a disposizione per le trattative.

Trenta milioni ai quali, almeno nelle intenzioni societarie, si dovranno aggiungere le entrate delle cessioni sulle quali stanno alacremente lavorando Fassone e Mirabelli. L’arrivo di N’Koulou al Torino non spegne l’interesse dei granata per Paletta, mentre ci si aspetta che l’addio di Bacca porti in eredità perlomeno una ventina di milioni. A cercare il colombiano è il Siviglia, che però ancora non intende offrire la cifra richiesta dal Milan. Questi incassi rappresenterebbero una bella boccata d’ossigeno per le casse rossonere, ma anche l’ulteriore possibilità di tentare l’assalto ai sogni proibiti dei tifosi milanisti.

Anche i top player a volte ritornano

Nella vita non si sa mai, qualche vecchia conoscenza potrebbe tornare a Milanello. È criptico Mirabelli ai microfoni di Rai Sport, ma è un qualcosa di voluto. I supporter sognano, perchè si fanno un paio di conti e riducono i possibili profili a due, entrambi assolutamente graditi alla piazza. Il primo è quello di Ibrahimovic, mai dimenticato dalla curva rossonera, protagonista assoluto dell’ultimo scudetto all’ombra della Madonnina. Che i famosi trenta milioni possano aiutare a pagare il faraonico ingaggio dello svedese? Possibile.

Certo, ci sono da valutare le condizioni fisiche, nella certezza che riportando a Milano il colosso di Malmö il Milan inizierebbe la stagione con un attacco un po’ spuntato. E, Cutrone o no, questo scenario non sembra particolarmente apprezzabile, nè da parte della società nè dai tifosi.

Il secondo ritorno, quello che potrebbe davvero sconquassare la griglia di partenza di questa Serie A, è quello di Pierre Aubameyang, che il rossonero l’ha vestito nella stagione 2007/08 prima di tornare in Francia ed esplodere con la maglia del Saint-Etienne. Lui giura amore eterno al Borussia, ma il fratello procuratore lascia degli spiragli all’arrivo del gabonese, che rappresenta la prima costosissima scelta nella lunga ricerca del famigerato Mister X milanista. Non meno di ottanta milioni da recapitare a Dortmund, un minimo di dieci (più o meno quelli percepiti da Bonucci) da garantire all’anno al calciatore. Non bruscolini, in particolare dopo una campagna acquisti già molto dispendiosa. Ma la liquidità garantita dal bond di Elliott può aiutare. Dall’incubo al sogno. E vai a vedere che da tutta questa storia, il Milan uscirà ulteriormente rafforzato. Mediaticamente, ma soprattutto in campo.