Redazione

Milan, puoi vincere l’Europa League. Non è una previsione troppo ottimistica, ma una oggettiva analisi dei fatti, osservando le dirette concorrenti al titolo. La strada verso la finale di Lione è in discesa. Complice alcune congiunture favorevoli.

Inglesi, portoghesi e spagnole, tutte alla portata

L’Europa League è una riserva di caccia spagnola, con qualche eccezione anglossassone e inserimenti portoghesi. Bene: le inglesi si presentano con Arsenal ed Everton. Le spagnole con Villareal, Bilbao e Real Sociedad. La Francia ha il Nizza e il Lione. La Germania con Herta Berlino, Hoffenheim e Colonia. E poi c’è la mina vagante Zenit. Insomma, avversari rispettabili, ma non certo temibili. Il girone, per quanto possa essere sfortunato il sorteggio, sarà poco più di una formalità. E, avversari alla mano, il torneo è competitivo e impegnativo solo dagli ottavi di finale in poi.

La vera “fortuna” arriva dalla Champions

Ciò che fa sorridere il Milan è il sorteggio Champions. Gli incroci dei gironi sono molto favorevoli ai rossoneri. Tutte le big sono destinate a proseguire sino agli ottavi, senza scivoloni. Le possibili candidate alla “retrocessione” dall’Europa che conta sono Basilea o CSKA, Celitc o Anderlecht, Roma, Spartak o Maribor, Beisktas o Lipsia, Feyenoord o Shakthar, Olympiakos o Sporting Lisbona. L’unica vera “big” che può retrocedere, oltre i giallorossi, è il Tottenham. Due squadre temibili ma che in Europa non hanno mai brillato per continuità di rendimento. Anzi, spesso, incappano in serate “no”.

Una coppa da non sottovalutare

L’Europa, fra l’altro, è sempre stata il territorio di caccia favorito dal Milan. Arrivare sin in fondo, conviene per almeno due motivi. In primis, il carattere economico. L’Europa League ha ridisegnato la distribuzione dei premi e arrivare in finale significa intascarsi una trentina di milioni di euro. Vincerla, poi, significa, garantirsi la partecipazione alla prossima Champions. Mourinho, lo scorso anno, fuori dalla lotta per il titolo e in piena bagarre per la lotta al quarto posto, ha individuato nell’Europa League la possibilità della “scorciatoia” Champions. E ha puntato tutto sulla vittoria del trofeo continentale. Una scelta che ha pagato. E infine, il prestigio: alzare l’Europa League, significa poi giocare la Supercoppa Europea. In sintesi, tornare a frequentare palcoscenici ben noti, e consoni, alla storia del Milan.