Redazione

Ultime 24 ore di mercato abbastanza febbrili in casa Milan. Diversi esuberi da piazzare e diversi milioni da incassare. In primis con Niang e Paletta. Due che, sin quando non ci sarà la firma nero su bianco, c’è sempre un po’ d’ansia. L’esterno francese è ormai in rotta con la società e si accaserà al Torino. Paletta invece ha rifiutato la prima proposta della Lazio. Le ultime voci parlano di colpo last minute in Friuli, con Jankto. Il giovane centrocampista dell’Udinese interessa e non poco a Montella, ma è solo un sondaggio. Ciò che preme, invece, è Rafinha. Voci, più o meno attendibili che si rincorrono. L’unica certezza è che l’ultima pedina mancante nello scacchiere tattico di Montella è un centrocampista. E si interverrà in tal senso. Con il catalano largamente in pole.

Cosa può dare al Milan

Rafinha è l’affare perfetto per il Milan: da buon canterano ha sempre giocato nel 4-3-3, esperienza ripetuta anche a Vigo dove è stato allenato da Luis Enrique che lo ha riportato al Barcellona. Ideale per il gioco di Montella che si basa sul possesso palla: del resto uno cresciuto a pane, masia e tiki taka sa interpretare come pochi movimenti e schemi del modulo. All’interno dello scacchiere tattico può essere utilizzato sia come esterno d’attacco che da mezzala, nonché da vertice basso o alto di centrocampo.

Occhio alle condizioni d’acquisto

La cessione di Niang è la conditio sine qua non che presuppone l’arrivo di Rafinha del Barcellona. Il calciatore infatti, non si avrà gratis. Il Barcellona è anche d’accordo ma vuole essere pagato. E qui casca l’asino. Rafinha piace ma non al punto da versare denaro cash nelle casse blaurgrana. L’idea da proporre ai catalani è un prestito con diritto di riscatto. Rafinha è considerato un’opportunità e in quanto tale non è indispensabile. L’affare si può completare solo se si potranno evitare  chi sa quali esborsi economici considerando che il ragazzo è anche un esubero della squadra allenata da Valverde.