Redazione

Forte contro le piccole. Piccolo contro le grandi. Il campionato svela l’attuale volto del Milan. Una squadra che in questo momento non è in grado di competere per un posto in Champions. E, a conti fatti, neanche per l’Europa League.

Questa squadra ha perso tutti gli scontri diretti

I numeri sono impietosi. Il Milan ha perso con tutte le squadre che lo precedono in classifica. Uscito malissimo contro Lazio e Sampdoria. Con l’onore delle armi, ma ha perso anche il derby. Sconfitto, senza poter neanche accampare troppe scuse e rimpianti contro Roma e Juventus. Cinque partite perse su undici, di cui quattro contro avversari diretti, fotografano il valore reale del Milan. Nell’economia di un campionato mediocre, in cui le grandi, quelle vere, non perdono mai punti contro le piccole, il quarto posto è già un miraggio. Le speranze, pochine, per centrare l’Europa che conta, sono già da affidare, in toto, all’Europa League. Un cammino lunghissimo e ricco di troppe incognite.

Troppe contraddizioni tattiche

Situazione preoccupante. Il Milan perde quasi tutte le partite sempre allo stesso modo. Inizia bene e poi cede alla distanza. Solo la Lazio lo ha dominato. Non è solo una questione di tenuta fisica. Evidentemente vi sono anche errori e limiti tecnico-tattici. La differenza è squisitamente qualitativa e nella disposizione degli uomini in campo. Al di là degli episodi. Kalinic, arriva con un millimetro di ritardo sul pallone e colpisce la traversa. Rimpianti, certo. Ma quanti altri palloni ha da giocare? Anche la manovra è asfittica. Biglia sbaglia diversi appoggi ma ha anche difficoltà nel costruire il gioco. Pochi movimenti. A fianco poi c’è Kessiè, uno che ha costruito le proprie (recenti) fortune lavorando come incursore. Eppure, nel Milan continua a giocare davanti la difesa. Ci si aggrappa alla volontà di Borini e alle invenzioni di Suso. Non basta a colmare il gap con la Juventus. E probabilmente neanche per centrare l’obiettivo Champions.