Fernando Orsi

Sarà per il fascino che portano con sé nomi tanto potenti, oppure per il peso quasi ingombrante di una tradizione di cui non possiamo (e non vogliamo) liberarci, fatto sta che Milan-Juventus è da sempre considerato un appuntamento fisso e intramontabile del nostro campionato di calcio. Tuttavia giusto questo fascino dalle mille e una notte sembra giustificare, ad oggi, le nostre aspettative: domani assisteremo a uno scontro tutt’altro che titanico, viste le differenti lunghezze d’onda su cui stanno marciando le due squadre. Il Milan-Juventus di domani somiglia più a una battaglia tra diverse prospettive temporali: un presente che vuole consolidarsi (Juve) contro un futuro che sgomita per darsi una forma (Milan).

Per come la vedo io, preferisco dare dell’esito del match una lettura sul breve termine: in questo senso la posta in gioco è incredibilmente alta per i ragazzi di Montella, che hanno un disperato bisogno di punti, e per Montella stesso, per il quale la vittoria a Verona è stata sì un sospiro di sollievo, ma non ha di certo scacciato lo spettro dell’esonero. La Juve, dal canto suo, dovesse pure lasciare i tre punti ai rossoneri, non vedrebbe alterate le possibilità di conquistare il primo posto (historia magistra vitae: vedi la rimonta di due anni fa). Ma guai a fare i conti senza l’oste: il Napoli, l’Inter, la Lazio e la Roma sembrano decise a non mollare nemmeno un centimetro; il che smorza decisamente la nostra trepidazione per questo Milan-Juventus.

Del resto siamo solo all’undicesima giornata, e di tempo per recuperare ce n’è in abbondanza. Che poi questo tempo sia parcellizzato e mal distribuito, è un altro discorso. Se infatti la Juve ha tutte le carte in regola per ottimizzare questo tempo, in caso di sconfitta nel match di domani il Milan si troverebbe in grande difficoltà, se non altro per le troppe squadre (e che squadre) che si frapporrebbero con le prime posizioni. A onor del merito, va detto pure che la scorsa giornata di campionato ci ha regalato un Milan-Juventus a cui arrivano due squadre in gran forma (testimoni le quattro reti segnate a testa), e soprattutto un Milan più fiducioso, trainato da un Suso sempre più leader.

Un’ultima considerazione, dal taglio provocatorio. Un uccellino ben informato mi ha rivelato che l’assenza di Bonucci ha stemperato quel po’ di pressione che teneva sull’attenti la squadra, e soprattutto il reparto difensivo milanista. Quest’ultimo, in effetti, nelle scorse due partite (Genoa e Chievo) mi è parso più rilassato e libero da certi brutti pensieri. Imputo al caso una simile coincidenza, ma un paio di domandine me le farei lo stesso…