Redazione

Vedere Kakà a Casa Milan è sempre un colpo al cuore. Il brasiliano con la faccia da eterno ragazzo ha terminato la sua esperienza nella MLS e, probabilmente, ha anche chiuso con il calcio. E la proprietà del Milan non ha perso un attimo, invitandolo a Milano per capire se c’è possibilità di inserire il Pallone d’Oro 2007 nel nuovo organico societario. Di ruoli possibili ce ne sono a bizzeffe. A partire da quello per cui, con tutta probabilità, spingerà il Milan, cioè quello di brand ambassador. Quello di Kakà è un volto riconoscibile e spendibile in tutto il mondo e sarebbe perfetto come testimonial del nuovo corso rossonero.

Kakà non influirebbe sui risultati in campo

Ci sono anche altre opzioni più tecniche, come quella di affidare al brasiliano una delle squadre del settore giovanile. Insomma, si farà di tutto per far tornare “a casa” Kakà. Tutto molto bello e dannatamente romantico, ma come si inserirebbe il ritorno del figliol prodigo nel progetto sportivo? Detto in parole povere, Kakà influirà sui risultati in campo? Se scendesse sull’erba di San Siro, nonostante i 35 anni compiuti e qualche acciacco di troppo, probabilmente sarebbe ancora in grado di dare il suo contributo. Ma dato che, nella migliore delle ipotesi, l’ex numero 22 siederà dietro una scrivania o guiderà dei ragazzi, la risposta è no.

Il tifosi vogliono nuovi calciatori, non nuovi dirigenti

E quindi un’operazione che porta con sè una certa dose di nostalgia dei bei tempi andati, rischia di trasformarsi in un bel boomerang per Fassone e Mirabelli. Perchè per carità, sarebbe stupendo vedere di nuovo Kakà con il completo ufficiale del club, ma poi in campo ci andranno gli uomini a disposizione di Montella. E questa squadra, almeno al momento, con il Milan del brasiliano ha veramente poco a che fare. E quindi, più che un nuovo dirigente, i tifosi si aspettano nuovi giocatori, mentre la parte più rivoluzionaria continua a chiedere la testa dell’allenatore. Kakà può essere un palliativo? Complicato immaginarlo.

Dalla UEFA arrivano dichiarazioni preoccupate (e preoccupanti)

Anche perchè non è neanche sicuro che a gennaio il Milan possa tentare di rilanciarsi operando sul mercato. La situazione UEFA e Fair Play Finanziario continua infatti ad essere parecchio ingarbugliata. Tra voci, conferme e correzioni, arrivano le dichiarazioni di chi probabilmente smentite proprio non può temerne: Aleksander Čeferin, presidente UEFA e vicepresidente FIFA si dice preoccupato riguardo la società rossonera. La UEFA sta lavorando sulla proposta di Voluntary Agreement presentata dal Milan, ma non è escluso che venga bocciata e che si debba passare per l’imposizione del Settlement Agreement, con tanto di sanzioni sportive.

Altri problemi all’orizzonte, dunque, oltre a quelli di classifica e di gioco. Non è quindi una sorpresa che l’eventuale ritorno di Kakà sia vissuto con una certa freddezza. D’altronde, per quanto sia stato grande quando scendeva in campo, neanche un Pallone d’Oro è in grado di fare miracoli da dietro una scrivania.