Redazione

Quanto Milan, quanta abbondanza. Montella sceglie il tridente Suso-Borini-Cutrone ma può contare su un tris d’assi in panchina. Tre scelte, tre uomini che potrebbero cambiare i destini della partita in pochi attimi.

L’asso di quadri: Calhanoglu un artista

Una rapida ricerca permette di identificare per il numero 10 rossonero ben tre opzioni nel campo “ruolo”. Esterno sinistro, centrocampista centrale e, dulcis in fundo, trequartista. Nel corso della sua carriera è stato schierato anche da esterno destro, da seconda punta e persino da attaccante centrale. A giudicare dalle cifre, un patrimonio di duttilità anche se l’unico ruolo che sente davvero suo, quello del trequartista centrale. Da lì può inventare, sfruttare la sua sublime visione di gioco e armare il destro, letale nei calci da fermo ma anche dalla lunga distanza. Non è un caso che sulla sua maglia di Calhanoglu ci sia il numero dieci.

L’asso di fiori: Silva, sboccerà presto

Silva in panchina suona strano. 38 milioni che rischiano di deprezzarsi? Oh, non scherziamo. il portoghese non è l’ultimo arrivato. É il “figlio” calcistico di Cristiano Ronaldo. Un nove a tutti gli effetti nonostante il Portogallo, storicamente, non abbia mai brillato per la produzione di grandi cannonieri. I più cattivi, che hanno già etichettato l’attaccante come “sopravvalutato” sostengono che la quotazione sia legata ai buoni uffici di Jorge Mendez il suo potentissimo procuratore. Calma. Andrè si sta ambientando a un calcio diverso, molto più tattico. Nel Portogallo continua a segnare. Lo farà presto, prestissimo, anche al Milan

L’asso di cuori: Kalinic, il preferito di Montella

Il tecnico lo ha quasi sponsorizzato: ne apprezza lo spirito di sacrificio e la capacità di adattamento a più moduli di gioco. Kalinic sa dialogare con i compagni cercare la conclusione personale, attaccare lo spazio o aprirlo per l’inserimento dei compagni a rimorchio. Fra l’altro, in una squadra che potrebbe vivere la metamorfosi fra il 4-3-3 e il 3-5-2 Silva e Kalinic possono convivere serenamente. Il portoghese potrà concentrarsi su ciò che gli riesce meglio, ovvero capitalizzare gli spazi aperti dalla prima punta. Kalinic ci metterà il cuore e la tecnica. Il classico acquisto azzeccato.