Redazione

Sirigu para. San Siro fischia e Montella traballa. Il Milan continua a non trovare la via della rete con disarmante regolarità. I tifosi rossoneri non esultano da oltre due mesi. E chi si illudeva che fosse iniziata la discesa è servito. Questo Milan, così come è concepito, fatica contro chiunque, figuriamoci contro il Torino che ha un punto in meno in classifica dei rossoneri e lascia Milano con le distanze invariate.

Kalinic, un caso aperto

Polveri bagnate. Nessuno stoccatore. Più che altro, lo sterile e irritante tic toc rende il Milan stucchevole. Neanche l’ennesimo cambio di modulo ha aggiunto efficacia. 4-4-2, figlio dell’infortunio di Borini più che di una scelta ben precisa. Gettare la croce addosso a Kalinic è ingiusto quanto ingeneroso. Il centravanti croato ha trovato spesso la conclusione, ma mai con movimenti figli del gioco. Anche perchè, inutile girarci il mondo, le migliori occasioni rossonere nascono dal margine tecnico che separa le due squadre. Ci si mette anche…Sirigu che indovina un pomeriggio da ricordare. In generale però il Milan non riesce mai a trovare profondità e creare palle gol per gli attaccanti. La domanda non è perchè Kalinic sbagli così tanto. Piuttosto, c’è da analizzare le sue conclusioni. Ce ne fosse una, figlia della costruzione di gioco.

Uno per tutti, non segna nessuno

Il gioco di Montella non privilegia né Kalinic né Andrè Silva, che rimane ancora a secco. É tutta la squadra a farsi prendere dall’ansia. E ognuno cerca la soluzione personale, issandosi a salvatore della patria. Suso e Calhanoglu, non appena vedono approssimarsi lo specchio della porta, provano immediatamente la conclusione. Persino Bonucci, arrivando dalle retrovie, ignora i due attaccanti e conclude verso la porta. Risultato: tanta confusione. Nessuno si mette al servizio della squadra, tutti giocano da individualisti, pensando di risolvere personalmente il problema. Ed il gioco, ovviamente, ne risente. I fischi? Inevitabili. Anche perchè neanche l’ennesimo cambio di modulo ha aggiunto efficacia.