Redazione

Nella conferenza stampa che anticipa la sfida con l’Udinese, Montella dice tutto, ma non fa trasparire nulla. Nessun giudizio definitivo, nessuna indicazione, pur affrontando tutti gli argomenti caldi, a partire dall’infortunio di Conti, proseguendo con Bonucci e il cambio di modulo, fino alle scelte necessarie per coinvolgere tutti i calciatori a sua disposizione nel progetto rossonero. Il tecnico del Milan si congeda ricordando che l’abbondanza non può che far bene alla squadra e un’occhiata alla rosa non può che confermare la necessità di scegliere di volta in volta tra interpreti di assoluto talento. Il Milan vuole vincere, magari con la qualità e con il bel gioco. Proponendo calcio, più che appiattendosi sull’avversario.

Kessiè, l’unica figurina senza doppione

Affinchè queste intenzioni si trasformino in realtà, Montella ha però bisogno assoluto di un calciatore, l’unico che per caratteristiche non ha ricambi in rosa e che con il suo modo di giocare riesce a garantire alla squadra un equilibrio che diventa fondamentale quando si affrontano avversari di livello. Impossibile pensare a un Milan senza Franck Kessiè. Che non solo è l’unico vero interditore presente a Milanello, ma che per impegno e condizione fisica è il vero ago della bilancia delle prestazioni rossonere. Corre per due e contrasta per tre, andando a coprire i buchi lasciati dai compagni. Senza di lui, inutile discutere di 3-5-2 o 4-3-3, salterebbero comunque tutti gli schemi.

Soluzioni sperimentali per un Milan più propositivo

Ventotto milioni di euro per portarlo a Milano, una scelta coraggiosa per un ragazzo che, in fondo, ha alle spalle solo un campionato di A con l’Atalanta. Ma Fassone e Mirabelli hanno puntato forte sul centrocampista della Costa d’Avorio, hanno vinto la concorrenza della Roma, che sembrava averlo già in pugno, e lo hanno messo a disposizione di Montella. Che ringrazia il cielo ogni mattina per la presenza di Kessiè, che rende meno pressante occuparsi dell’equilibrio tra attacco e difesa, al punto che con il nuovo assetto, dichiarazioni su Abate e Calabria a parte, il tecnico sta pensando di sostituire Conti anche con esterni dalle doti più spiccatamente offensive, come l’immancabile Suso, o addirittura trasformare di nuovo la squadra, inserendo lo spagnolo a fare compagnia a Calhanoglu a trequarti campo, con Abate a destra.

Segnali di ripresa dopo una momentanea flessione

Obiettivo, gestire il gioco e non subirlo, ma senza prendere di nuovo imbarcate come all’Olimpico. In questo la difesa a tre dovrebbe aiutare, ma soprattutto permetterà a Kessiè di fare meglio il suo mestiere, con i due esterni a supportare il centrocampo, senza bisogno per il mediano di girare come una trottola al centro del rettangolo di gioco e rischiare di non riuscire comunque a combinare nulla, esattamente come accaduto contro la Lazio. L’ivoriano ha ricevuto un’investitura importante, quella di Rino Gattuso, ha offerto a Andrè Silva il suo primo assist in rossonero. Segnali di miglioramento, soprattutto dopo il crollo fisico subito al ritorno dalla sosta. Il problema vero è che di Kessiè ce n’è uno. E che Montella potrà anche scegliere per qualsiasi altro ruolo, ma non per il suo. Meglio supportare il centrocampista, quindi, in ogni modo. Conviene a tutti.