Redazione

Le speranze tricolori del Milan vengono frustrate già alla terza giornata di campionato. Possibile? Forse un giudizio affrettato, ma la debacle dell’Olimpico, seppur contro una Lazio in forma smagliante, non promette certo bene per la squadra di Montella. I rossoneri si sciolgono come neve al sole dopo la prima rete biancoceleste e la difesa crolla, permettendo a Immobile di portarsi a casa il pallone senza neanche troppa fatica. Sul banco degli imputati salgono un po’ tutti, con il centrocampo totalmente asfaltato dalla mediana biancoceleste e l’attacco spuntato e senza idee. Ma la grande prestazione del centravanti della Lazio sottolinea la pessima giornata di Bonucci. Il grande acquisto dell’estate milanista ha deluso senza attenuanti.

La difesa balla, Bonucci non riesce a gestirla

La linea a quattro del Milan balla pericolosamente e lo skipper, fino a prova contraria, è il numero 19. Che non riesce a gestire i compagni e neanche a contrastare gli avversari, come dimostra più di qualche momento in cui Immobile l’ha aggirato con facilità irrisoria. Non che Musacchio, Rodriguez e Calabria abbiano fatto meglio, ma quello costato 40 milioni e subito insignito della fascia di capitano è Bonucci. E siccome a grandi poteri corrispondono grandi responsabilità, le critiche sono tutte per lui. Che si sbraccia, scuote la testa, ma sembra il lontano parente del difensore dominante dei tempi della Juventus.

Difficoltà nel trovare la posizione

Altri compagni ed altro sistema di gioco, almeno fino a qualche anno fa. Non è un segreto che il leader della difesa rossonera renda molto meglio come centrale di una difesa a tre, ma a Torino non ha mai mostrato le fragilità evidenziate all’Olimpico anche con un solo compagno accanto. Il problema è di reparto, di movimenti, come evidenziato senza pietà dai tagli dei centrocampisti laziali, ma da Bonucci ci si aspetta di più. Che lanci il cuore oltre l’ostacolo, che trascini il Milan con l’esempio. Eppure nel 4-0 di Luis Alberto il numero 19 è così lontano dall’azione che non entra neanche nell’inquadratura televisiva.

Ma i problemi sono anche di squadra

L’uno contro uno del secondo tempo, con un Bonucci…immobile e saltato come un paletto di uno slalom gigante, è lo specchio della partita e della situazione rossonera. Colpa del difensore, che viene superato senza attenuanti, ma anche colpa dell’impostazione tattica di Montella, che lo espone a situazioni come questa a cui il centrale azzurro non è ormai più abituato. Il centrocampo a tre del tecnico campano viene divorato dalla vorace mediana laziale e gli equilibri, di conseguenza, saltano. Rodriguez è terzino fino ad un certo punto e difensivamente aiuta più o meno quanto Cutrone. E quindi, dato che la retroguardia gioca comunque a tre, perchè non regolarizzare la cosa inserendo Romagnoli e infoltendo il centrocampo? Potrebbe essere una soluzione che fa bene a tutti. Al Milan, a Montella e soprattutto a Bonucci. Che a Milano è arrivato per spostare gli equilibri, ma non certo come ha fatto sull’erba dell’Olimpico.