Redazione

Un mercato…al contrario. I fatidici giorni del “condor” sono un lontano ricordo. Galliani era solito chiudere le trattative di mercato nelle ultime ore degli ultimi giorni di mercato. Quelli, appunto, dei grandi colpi.  Questa volta, la campagna acquisti del Milan si è incanalata su un binario diametralmente opposto alla consuetudine. Fassone e Mirabelli si sono mossi immediatamente e nelle prime settimane di luglio hanno consegnato a Montella una squadra già prontaEsigenze europee, chiaro. Ma anche un modo diverso di approcciarsi al concetto di programmazione. É chiaro che, tuttavia, se ci sarà l’occasione, il colpo d’artificio arriverà.

C’è un si in arrivo, ma prima bisogna vendere

L’ultimo tassello da riempire è a centrocampo. E l’idea è stranota. Rafinha, il fratello di Thiago Alcantara. Ruolo: Jolly di centrocampo. La dirigenza rossonera continua a tenere d’occhio il calciatore. Anche perché lo ha praticamente in mano. Il Barcellona non ha neanche troppa voglia di trattenerlo ma non vuole neanche regalarlo come se fosse un pacco postale finito in giacenza e mai reclamato. Nè ha alcuna intenzione di cederlo in prestito o accettare escamotage come diritti o obblighi di riscatto. Rafinha può lasciare la Catalogna. Purchè si paghi.

Bisogna vendere prima di comprare

Per arrivare a Rafinha occorre vendere. E per vendere occorre trovare compratori. Gli esuberi non mancano. Uno è particolarmente scomodo e causa non pochi grattacapi. Niang. Direzione Torino, ma al prezzo voluto dai granata. Il che richiede altre operazioni di contorno: in partenza Gustavo Gomez, e Josè Sosa, entrambi destinati al campionato turco. Il Milan conta di incassare 9 milioni in due anni per il difensore e altri 7,5 per Jose. Rastrellare 20 milioni di euro, per tre esuberi, sarebbe un ottima operazione che andrebbe a coprire, in parte, il “danno” causato dai capricci di Niang e lanciare l’ultimo attacco a Rafinha.