Redazione

Un Milan gattusiano, nelle ultime giornate assolutamente più in linea con le idee di calcio del tecnico rossonero, rispetto alla precedente gestione. I numeri parlano chiaro: la squadra di Gattuso corre molto di più rispetto al recente passato. Ha già scalato un paio di posizioni nella classifica generale, da penultimo al diciassettesimo e comunque non esce dal campo dopo l’ora di gioco.

Crescita fisica e mentale

Le statistiche si prestano anche ad altre interpretazioni: anche la Juventus, che sopravanza il Milan di appena una posizione, non corre molto, però è molto più efficace rispetto ai rossoneri. La differenza è tutta mentale. Nell’approccio alla partita. Si può correre meno, perché, come insegnano i vecchi maestri, il pallone non suda e si può comandare comunque il match, giocando con il pallone e il cronometro. Il Milan evidentemente non ha (ancora) queste caratteristiche né un impianto di gioco adeguato. Deve, per forza di cose, sovrastare l’avversario sul piano fisico e reggere il confronto per tutti i 90′. In due parole: deve soffrire. Proprio come Gattuso in campo. Deve correre più degli altri, per vincere.

Il mercato è fermo, ma Gattuso piace

Mentre il Milan si mette a correre, il mercato è fermo. Mirabelli è stato chiarissimo: si lavora solo in uscita, non sono previsti innesti. Tradotto in parole povere, Gattuso deve traghettare il Milan in porto senza ulteriori imbarcate e provando magari a togliersi qualche soddisfazione. Intese come il raggiungimento della finale in Coppa Italia e nel proseguire il percorso in Europa League per vedere l’effetto che fa. Difficilmente la società programmerà i nuovi acquisti su indicazioni di Ringhio, che con ogni probabilità lascerà il Milan a fine stagione. Però Mirabelli e Fassone apprezzano molto il lavoro del tecnico rossonero che si sta guadagnando, come ha sempre fatto, la stima e il rispetto di tutti attraverso la cultura del lavoro.