Mattia Deidda

Il Milan si guarda allo specchio, e smaltita la sbornia dei dieci colpi di mercato, capisce che la strada da fare è ancora lunga. Difesa e centrocampo sono a posto: difficile, probabilmente impossibile, fare di meglio. In un’estate la società è riuscita a far diventare di alto livello due reparti mediocri, adesso in grado di giocarsela contro qualsiasi altra squadra del campionato. Ciò che continua a lasciare perplessi è il reparto offensivo: ad oggi, con 187 milioni di euro spesi, il Milan non ha un uomo a cui affidare l’attacco.

Facce già viste

Nella doppia sfida contro il Craiova si sono messi in luce molti dei nuovi acquisti. Partendo da Rodriguez, in gol all’andata, passando per Musacchio e terminando con Kessié. Giocatori che sono stati immediatamente inseriti e che hanno subito mostrato le proprie qualità. Una squadra va vista nella sua totalità, ma analizzando nel dettaglio i primi 180 minuti stagionali dei rossoneri, si è notato come il reparto offensivo non abbia subito lo stesso stravolgimento degli altri due. L’unica new entry schierata sin dall’inizio (e solo nell’andata) è stata Borini, accompagnato in campo da Cutrone e Niang. Nel ritorno Montella ha invece preferito mettere Suso al posto dell’italiano. André Silva è entrato entrambe le volte a partita in corso, all’81’ all’andata e al 71′ al ritorno.

Borini e André Silva non bastano

C’è un motivo se la società, nonostante i tanti colpi effettuati, sta ancora cercando un grande attaccante. Borini è un calciatore che la Seria A già conosce. Grande sacrificio ed impegno, una buona annata alla Roma nel curriculum per poi cadere nel dimenticatoio del Liverpool. Calciatore degno di fiducia, al quale però non si possono affidare le sorti di una squadra. Discorso simile per André Silva. Il portoghese ha giocato un solo anno da titolare nel Porto, raccogliendo 32 presenze e realizzando 16 reti. Un bottino interessante, che però non basta per meravigliare. Classe 1995, non può più essere considerato un giovane nel panorama calcistico; da ciò che ha dimostrato nel suo unico anno nel calcio dei grandi, non gli si può chiedere di reggere il peso di un attacco che punta a tornare nei piani alti della classifica.  Per quanto il portoghese possa essere un buon giocatore, non può di certo essere considerato un’altra categoria rispetto a Bacca. Motivo per cui l’attacco può essere visto allo stesso livello dell’anno scorso.

Si salvi chi può

L’unico calciatore della vecchia guardia che Montella vorrebbe tenere è Suso. Lo spagnolo, con sette gol e nove assist la passata stagione, ha dimostrato di essere un calciatore di livello. Il problema del Milan è che, a conti fatti, l’ex Liverpool è l’unico che vale la pena tenere. Bacca è oramai fuori dal progetto tecnico, e salvo un miracolo non giocherà con la maglia rossonera la prossima stagione. Sembra invece vicino alla conferma Niang, ma risulta difficile credere che la società punti su un calciatore mandato in prestito l’anno scorso al Watford, in un annata dove i rossoneri avevano bisogno di tutto l’aiuto del mondo.