Dario Marchetti

Prima di Natale il leitmotiv del tifo rossonero sul passaggio del Milan ai cinesi era sempre lo stesso: Deve restare a Berlusconi. Un po’ perché in 31 anni di gestione sono arrivati 29 trofei di cui cinque Champions League e otto scudetti e un po’ per la poca chiarezza intorno ai nuovi acquirenti con i quali continuava a slittare il closing. Li Yonghong non generava fiducia ed entusiasmo, per questo i volti pubblici e operativi sono sempre stati Mirabelli (direttore sportivo) e Fassone (amministratore delegato). Nonostante questo, al 13 aprile 2017, giorno del definitivo passaggio di proprietà, la credibilità rossonera nei confronti dei suoi tifosi era ai minimi storici. Ad acuire ancora di più il dissenso nei confronti del nuovo Milan c’è anche il rifiuto di una bandiera come Paolo Maldini al rientro in società. Non convinto a pieno dal programma cinese per riportare il club ai fasti storici.

berlusconi milan cinesi

Il numero uno del Milan Berlusconi insieme a Han Li e Yonghong Li

I Cento Giorni del nuovo Milan

Dunque quella del nuovo management più che una sfida aveva il sapore di una “mission impossible” e proprio per questo oggi la coppia Fassone-Mirabelli viene esaltata in tutta Italia. In poco più di 100 giorni hanno saputo trasformare lo sconforto in puro entusiasmo. I primi passi sono stati agguantare l’Europa dopo tre anni e mezzo di assenza e confermare Vincenzo Montella sulla panchina del Diavolo. Poi il resto lo ha fatto il mercato. C’era bisogno di una rivoluzione e i dieci calciatori sin qui arrivati ne sono la dimostrazione. Da Musacchio a Conti, passando per Andrè Silva e Biglia, fino all’ultimo arrivo, quello più importante di Leonardo Bonucci. Tutto questo è stato accompagnato dal rinnovo di Donnarumma. Mirabelli ha confessato che potrebbe scriverci un libro per quanto intricata è stata la trattativa con Raiola. Il risultato, però, è che anche nel momento in cui per Gigio sembrava vicino l’addio, i tifosi erano tutti dalla parte del nuovo Milan. Neanche nella miglior era Berlusconi il club rossonero aveva tanto consenso e l’aver chiuso in positivo anche il caso legato al portiere non ha fatto altro che rendere trasversale l’indice di gradimento nei confronti della squadra di Montella. Tanto che dopo 4 giorni di campagna abbonamenti le tessere staccate sono più di quattromila e le stime parlano chiaro: si viaggia a numeri da record.

Mirabelli-Fassone milan

Mirabelli e Fassone

Si guarda al futuro, tra stadio e sbarco in borsa

Insomma, volendo rubare una frase cara a Francesco Totti, per il Milan il meglio deve ancora venire. Sì, perché Fassone parla di una ciliegina sulla torta a completare una campagna acquisti già faraonica. Il “Mister X” per l’attacco sta facendo impazzire i tifosi. Sul taccuino di Mirabelli restano sempre vivi i nomi di Belotti, Aubameyang e Kalinic. Trattative reali e che farebbero surriscaldare ancora di più una piazza carica come non si vedeva da anni. La parola “scudetto” inizia a insinuarsi nella testa del mister e della società, ma la sensazione è che a prescindere da come terminerà la stagione, il nuovo Diavolo abbia gettato delle basi solidissime per il futuro. Il prossimo anno poi potrebbe essere quello decisivo per l’entrata in borsa ad Hong Kong e per definire il progetto stadio. Tutti passaggi necessari per raggiungere entro il 2020 il break even point imposto dall’Uefa attraverso il Financial Fair Play, ma soprattutto per portare di nuovo il Milan sul tetto del mondo.