Mattia Deidda

Seconda sconfitta consecutiva per il Milan, di nuovo in casa, anche se oggi, tecnicamente, giocava in trasferta. Come contro la Roma, i rossoneri escono dall’incontro con 0 punti. Risultato uguale, ma prestazione decisamente diversa. Non cambia nulla ai fini della classifica, ma qualcosa è cambiato nella squadra. Il Milan ha reagito, trovato un’identità, seguito le idee di Montella, che come non mai resta saldamente attaccato alla sua panchina.

Scelte giuste, episodi sbagliati

Poche critiche stavolta per il tecnico. Forse qualcosa di sbagliato nella formazione iniziale. Non è cosa da poco conto, ma vale molto di più saper aggiustare la squadra a partita in corso. Fuori Kessiè, sempre più stanco e senza un’alternativa in rosa, dentro Cutrone. E il tecnico ha trovato un modo per mantenere in campo i suoi uomini più fidati: Bonaventura e Suso. I migliori della passata stagione, gli unici in grado di terminare l’anno con un voto più che positivo. Che siano anche i due marcatori di giornata conferma l’importanza che i due calciatori ricoprono nei ragionamenti di Montella. Le scelte del tecnico avevano pagato, almeno fino al rigore finale. Quanto basta per scagionarlo dalle responsabilità della sconfitta, che vanno ricercate più nei singoli.

Montella, il coraggio dell’ultima spiaggia

Per Montella, un derby che dava la sensazione di essere una partita da dentro o fuori. Sotto nel punteggio, il tecnico rossonero tenta il tutto per tutto. Superato l’ottantesimo, fuori Romagnoli dentro Locatelli. E Borini, per tutta la partita impiegato anche in fase difensiva, non ha più il compito di tornare. L’ex Liverpool è stato uno dei migliori della gara. Quinto nel centrocampo, arretra in difesa senza problemi. Una corsa continua, senza perdere di qualità, arrivando anche due volte a calciare in porta pericolosamente. Montella paga una prima frazione di gioco troppo prudente, impaurito dalla forza fisica di Perisic. Una volta accettata la sfida e lasciato il croato all’uno contro uno con Musacchio, il Milan è riuscito a trovare la sua dimensione. Montella, ed il Milan, ripartono da qui. Il vestito da operaio di Borini, il meno cantato dell’estate rossonera, il più utile a questo punto del campionato. E Bonaventura e Suso, le garanzie di una squadra che possiede tanta qualità.