Redazione

Una squadra da equilibrare, dopo un mercato faraonico. Montella, al primo vero esame, incassa una sonora sconfitta. Al di là del risultato maturato in casa della Lazio, il Milan non è ancora una squadra. Non ne ha la maturità. Grave, per una società ambiziosa che ha bisogno assoluto di centrare risultati sportivi.

Che volto ha questo Milan?

Montella ha perso contro una Lazio tecnicamente inferiore ma assolutamente più organizzata. Simone Inzaghi è uno degli allenatori più preparati d’Italia. Soprattutto per il “controgioco”. Non a caso la Lazio è grande contro le grandi. Il tecnico rossonero, però, ha qualche responsabilità: in primis, l’identità. Il Milan ha incassato il primo schiaffo ed è andato immediatamente al tappeto. É sembrato arruffone e superficiale. E ha totalmente perso misure e schemi in occasione della terza e della quarta rete. In due parole: senza idee.

É il momento di decidere

Il 4-1 incassato dalla Lazio è il campanello d’allarme decisivo per cambiare o cristallizzare scelte e gerarchie: intanto, il  Milan cambia pelle, il 4-3-3 che ha lasciato morti e feriti all’Olimpico. Nè è pensabile di continuare a lasciare in panchina 80 milioni di euro: Calhanoglu, Kalinic e Andè Silva. Se i ricambi sono Cutrone, Borini, Suso, i primi tre devono giocare. Oltre al ritardo nella coesione, il Milan preoccupa anche per l’incapacità di prendere scelte secche, decise e definitive. 4-3-3 o 3-5-2 hanno pregi e difetti. É però giunto il momento di lasciare un’impronta, altrimenti si rischia di essere schiacciati.

Montella, tutto da perdere

Montella, lo scorso anno, si è guadagnato la conferma a suon di prestazioni più o meno convincenti. Il Milan apprezza moltissimo il suo allenatore, ma è una stima che si traduce in onere, più che onore. Montella non puo’ sbagliare ancora anche perchè è sin troppo facile individuare come capro espiatorio chi lascia in panchina i fiori all’occhiello del mercato estivo per premiare un ragazzo della Primavera. Sembrano quisquilie, ma possono trasformarsi nel peggiore dei boomerang. Del resto è più facile cambiare una rosa da 300 e passa milioni di euro o trovare un giardiniere che la curi senza farne sfiorire i petali?