Redazione

Montella col Sassuolo salva la panchina? Non è detto. La vittoria contro i neroverdi, arrivata più per inerzia e in virtù di valori tecnici nettamente maggiori che per una vera superiorità del Milan, non può essere un banco di prova sufficiente a dissipare i dubbi di chi ritiene che il cambio di allenatore ancora necessario. Restano le sconfitte contro quelle che in teoria dovevano essere le avversarie per un posto in Champions, le prestazioni opache in Europa League e la sensazione che, in fondo, sia complicato fare molto più di quanto fatto finora. E la settimana di stop, che doveva rappresentare per Montella la prima di serenità dopo un ottobre caldissimo a continuo rischio esonero, rischia di diventare una pausa…di riflessione.

Montella continua a non convincere la dirigenza

Partendo dal presupposto che le prime cinque stanno facendo un campionato a parte, resta difficile credere ad una rimonta Champions da parte dei rossoneri. Le scintille dei match contro Sassuolo e Chievo Verona restano momenti estemporanei, legati alla singola partita più che a una effettiva crescita della squadra. E la controprova si è avuta con lo scialbo pareggio contro l’AEK, utile forse per avvicinare la qualificazione alla fase a eliminazione diretta, ma non certo il miglior biglietto da visita per Montella. Che tra l’altro al ritorno dalla pausa si troverebbe davanti un cliente non da poco, un Napoli furioso per la frenata imprevista di Verona. Quanto basta per preoccupare e far pensare a possibili soluzioni, non escludendo l’esonero durante la settimana di stop.

Conte ormai obiettivo conclamato

Le soluzioni in quel caso sarebbero comunque temporanee, più che definitive, perchè l’obiettivo a lungo termine sembra ormai ben definito. Non è passata inosservata la presenza a Stamford Bridge, per assistere alla vittoria del Chelsea contro il Manchester United, di David Han Li, executive director del Milan. L’ufficialità parla di motivi commerciali, ricerca di sponsor e di partnership, ma è chiaro che l’interesse per Antonio Conte non può più essere derubricato a semplice infatuazione. La società rossonera vorrebbe riportare in Italia l’ex CT azzurro e dovrebbe anche trovare terreno fertile, visto che il leccese è ancora sulla panchina dei Blues, ma il rapporto con la società e con qualche senatore (David Luiz, escluso dai convocati) è perlomeno burrascoso. E con Abramovic il rischio esonero è sempre nell’aria.

Il traghettatore Gattuso

La soluzione temporanea sarebbe rappresentata dal traghettatore Gattuso, che forse non aggiungerebbe niente ad una situazione complicata come quella di questo Milan, ma il cui arrivo, almeno a livello psicologico, potrebbe rappresentare una svolta che ai rossoneri serve come il pane. Vincere con le piccole non può bastare, perchè la classifica sottolinea in maniera impietosa che tutte le squadre che sono davanti a Montella e soci (Napoli chiaramente escluso), hanno sconfitto il Milan più o meno nettamente. In questo campionato dai livelli tecnici squilibrati, per battere il Sassuolo o il Chievo basta anche una squadra scolastica, che fa il minimo indispensabile. Ma per puntare in alto ci vuole di più.

E non è detto che proprio durante la pausa non maturi qualche decisione importante per il futuro del Milan e, soprattutto, del tecnico di Pomigliano d’Arco. Esonero? Chissà. Ma se Montella si aspettava una settimana tranquilla, potrebbe aver decisamente sbagliato i suoi calcoli…