Redazione

Chissà se Sparta piange, ma sicuramente Atene non sorride al Milan. Il pareggio contro l’AEK fa traballare ancora di più la panchina di Montella. Il quale sostiene di stare assistendo al proprio funerale da vivo, ma a cui va dato atto di una ferrea volontà di resistere alla guida di questo Milan, almeno finchè la dirigenza glielo permetterà. La costante presenza di Mirabelli dietro l’area tecnica è più inquietante che rassicurante, così come lo sono le voci di un Gattuso già pronto a prendere le redini della prima squadra, qualora dovesse concretizzarsi la sfiducia all’Aeroplanino che proprio non riesce a decollare. E se già i presupposti non sono il massimo della vita, ci mancava anche il Sassuolo.

Il Sassuolo fa fuori Allegri…

Cos’hanno fatto di male gli emiliani? Beh, limitiamoci a dire che i neroverdi sono la squadra che ogni tecnico del Milan in bilico non vorrebbe mai incontrare. Il perchè è subito spiegato. Basta tornare al 2014, quando a Milano si chiude l’era Allegri. Motivo? Un rocambolesco 4-3 subito proprio dalla squadra allora guidata da Di Francesco. Al tecnico livornese all’epoca non basta la seconda media punti di sempre alla guida dei rossoneri e il clamoroso poker di Domenico Berardi fa recapitare la lettera di esonero al futuro tecnico della Juventus. A spaventare, più che il risultato in sè, è la maniera in cui i rossoneri si sbriciolano davanti agli attacchi del Sassuolo dopo essere stati in vantaggio di due reti. Allegri lascia Milanello e al suo posto arriva Seedorf.

…e poi anche Seedorf

L’olandese prende in mano la squadra all’inizio del girone di ritorno, ma non può certo fare miracoli. Esattamente diciannove partite dopo, il Milan ospita i neroverdi a San Siro per l’ultima partita della stagione. I rossoneri rischiano di rimanere fuori dall’Europa, un’onta che il Diavolo non prova da ben quindici stagioni. A differenza del suo predecessore sulla panchina del Milan, Seedorf il Sassuolo lo batte per 2-1, ma non è abbastanza, nel vero senso della parola. La differenza reti rispetto al Torino, arrivato a pari punti con il Diavolo e con gli scontri diretti in parità, è di +8 a +10. Il tecnico olandese, colpevole di non essere riuscito a portare a casa la goleada decisiva, pare salvare la panchina per la stagione successiva, ma è un’illusione. Anche Seedorf saluta e lascia il posto a Inzaghi.

Ma Montella ha uno score in positivo con gli emiliani

Inzaghi che dura sulla panchina rossonera un anno intero, confermando il periodaccio del Milan. Che viene, come al solito, sottolineato anche dal Sassuolo, con un 1-2 a domicilio ed un pesante 3-2 alla terzultima giornata, firmato, neanche a dirlo, da un tris di Berardi. SuperPippo tiene il posto fino alla fine del campionato, ma nella stagione successiva viene sostituito da Mihajlovic. Che all’andata batte gli emiliani, ma al ritorno inizia proprio al Mapei Stadium la striscia di risultati negativi che porterà al suo esonero dopo la sconfitta contro la Juventus. E Montella? Il tecnico di Pomigliano d’Arco ha due precedenti a suo favore, uno 0-1 esterno e addirittura un 4-3 in rimonta, simile, ma con risultato inverso, a quello costato la panchina ad Allegri più di tre anni fa.

Basterà questo piccolo esorcismo a salvare l’Aeroplanino? Chissà. Perlomeno, domenica alle 20:45 non ci sarà Berardi. Forse una magra consolazione, ma un motivo in più per Montella di pronunciare una frase che dalle sue parti è abbastanza celebre. Sassuolo? Io speriamo che me la cavo…