Redazione

Ingorgo Milan. La panchina rossonera è un…inferno e Montella rischia di finire fra i dannati. Eppure, c’è chi si venderebbe l’anima al Diavolo, pur di allenarlo. In fila, Conte e Paulo Sousa. Due ipotesi praticabili, ma non immediate. O meglio, non nelle prossime ore. Il “save the date” si assesta al 28 ottobre. Quel giorno, si giocano Milan-Juventus e Bournemouth–Chelsea. Snodo decisivo per Montella e Conte, ammesso che il tecnico dei blues sia ancora sulla panchina sino a quel weekend.

Montella, fiducia ai minimi termini

Il cammino di Montella al Milan è segnato. Sarà addio. Possibilmente non subito. Significherebbe che la situazione è irrimediabilmente precipitata a Verona. Montella paga una campagna acquisti importante, ma non idonea alla sua idea di gioco e lo scarso decisionismo nelle scelte. Ad ogni buon conto, neanche il più pessimista si immaginava un Milan all’undicesimo posto dopo il primo quarto di campionato. L’espulsione di Bonucci e la reazione della squadra (più di nervi che di gioco, comunque) hanno allontanato, ma non dissolto, lo spettro dell’esonero: il volo dell’Aeroplanino è appeso a un filo. Molto, se non tutto, dipende dalla sfida con la Juventus.

Paulo Sousa, un volto da Milan

Paulo Sousa sarebbe stato contattato dalla società rossonera nell’immediato dopogara di Milan-Aek Atene. L’ex allenatore della Fiorentina, succeduto proprio a Montella in viola, potrebbe approdare in rossonero. Una scelta dettata dalla necessità. Il tecnico portoghese ha la “faccia” da Milan. Moderno e comunicatore. Conosce le difficoltà del campionato italiano e ha già gestito situazioni complicate. La sua idea tattica, fra l’altro, sarebbe l’ideale per far decollare il gioco rossonero. La sua Fiorentina prima edizione, quella volata in testa alla classifica nel 2015, giocava con 3 difensori e un centrocampo folto e di qualità alle spalle di Kalinic.

Il sogno è Antonio Conte

Se si parla di 3-5-2, però, il sogno resta Antonio Conte, in attesa dell’esonero del Chelsea. Dopo la cavalcata trionfale della scorsa stagione l’ex CT della Nazionale è entrato in aperto conflitto prima con la dirigenza, rea di non averlo accontentato nella campagna acquisti, poi con i giocatori, che non sopportano più allenamenti e atteggiamenti di un tecnico che ha manifestato anche la volontà di tornare in Italia. La rosa del Milan è perfetta per la sua idea di gioco. Trio difensivo, centrocampo di lotta e governo, un attaccante di movimento e uno d’area di rigore.

Resta da capire cosa succederà a Londra. Conte si gioca tutto in queste due settimane: coppa di Lega con l’Everton, poi la trasferta di Bournemouth, il match dell’Olimpico in Champions con la Roma e la supersfida a Mourinho in Premier. Un ciclo durissimo. Quanto basta per chiuderlo? Beh, Conte non è il tipo che aspetta che il destino si compia. Piuttosto, se lo crea. E l’idea di rilanciare il Milan lo stuzzica parecchio.