Francesco Cavallini

A Milano il copione, più o meno, si ripete. Biglietti disponibili per il match di Europa League contro i macedoni dello Shkëndija e prevendita scintillante, con quindicimila tagliandi già venduti in neanche 48 ore. Certo, il fatto di giocare a ridosso di ferragosto non aiuterà e non permetterà di raggiungere i 65000 dell’esordio casalingo contro il Craiova, ma è innegabile che l’entusiasmo dei tifosi rossoneri non intende scemare. Anche dopo la sconfitta contro il Betis e nonostante il fatto che, dopo un luglio che definire scoppiettante è un eufemismo, il mercato del Milan sia un po’ ad un punto morto. Fassone e Mirabelli lavorano sia in entrata che in uscita, ma l’impressione è che le follie dello scorso mese abbiano influito sullo stallo delle ultime due settimane. I soldi ci sono? Bensissimo. Ora chi vende vuole spillare di più e chi compra intende pagare di meno.

Fiorentina-Kalinic

Nikola Kalinic, in viola dal 2015

Si è arenata, almeno così pare, la caccia a Mister X. Il 15 agosto si avvicina e dopo la giornata dedicata a gavettoni e solleone finalmente sapremo. Il finale più probabile di questa storia è che tra le tante X menzionate da un mese a questa parte, ad arrivare a Milano sarà quella meno appariscente. Nikola Kalinic continua ad attendere, nonostante offerte dalla Premier. Vuole il Milan ed il Milan, anzi, Montella vuole lui. Ormai svanito il sogno Aubameyang, con il Borussia che avendo già in probabile uscita Dembele non può certo permettersi di smantellare l’attacco. Cairo continua a far muro per Belotti, Falcao, Diego Costa e Ibra sono solo suggestioni. Insomma, la solita storia. Con una minima postilla. Dalla Fiorentina potrebbe arrivare anche Milan (nomen omen) Badelj, da tempo in rotta con la società e con il contratto a scadenza giugno 2018. Già lo scorso anno doveva vestire rossonero, ma alla fine non se ne è fatto nulla.

Milan, il regno di Montella

Un altro acquisto, unito a quello di Kalinic, che farebbe molto felice Vincenzo Montella, che ha già avuto occasione di allenare il centrocampista proprio a Firenze. Montella che ormai sta assumendo il ruolo di padrone incontrastato del mondo Milan. La prima delle cose formali di Fassone e Mirabelli è stata il suo rinnovo. Scelta ben precisa o dettata dai pochi profili interessanti a piede libero? Non è dato sapersi, ma da quel momento il tecnico è stato attivo sul mercato tanto quanto i suoi dirigenti, segnalando profili e richiedendo caratteristiche ben precise. Gli hanno portato Musacchio, probabilmente arriveranno i due viola, a significare che il suo ruolo è preso molto sul serio.

Vincenzo Montella. Prima del Milan ha allenato Roma,Catania, Fiorentina e Samp

Ma Montella è l’uomo giusto per riportare il Milan dove gli compete? Il dubbio, l’altra incognita dell’estate milanista (oltre alla X dell’attaccante di peso), è proprio questo. Non ditelo ai tifosi, che gli sono ancora grati per la scorsa stagione. Che è iniziata bene, molto bene, salvo poi incappare nella flessione invernale tipica delle squadre dell’allenatore di Pomigliano d’Arco. Poi è arrivata la qualificazione in Europa League, con i rossoneri che hanno approfittato del campionato a perdere di Milan e Fiorentina. Ventidue vittorie, quattro pareggi e dodici sconfitte. Un ruolino di marcia discreto, ma nulla più. Perfettamente in linea con la media punti tenuta negli anni della Fiorentina. Buona per un quinto posto, che a questo nuovo Milan (per molti motivi) non basta.

Tocca proprio all’allenatore, oltre che ad alcuni dei nuovi acquisti, fare il salto di qualità. Il gioco fluido e affascinante dell’esperienza viola sembra aver lasciato posto ad un regime tattico più restrittivo, probabilmente dovuto alle maggiori pressioni della piazza, che vuole sì vedere una squadra bella e propositiva, ma che dopo anni bui vuole tornare a vincere. Resta poi sempre in piedi la questione del modulo. Lo scorso anno il 4-3-3 ha portato risultati variabili, come dimostrano i numeri, ma l’arrivo di Musacchio e soprattutto Bonucci dovrebbe inevitabilmente portare al passaggio alla difesa a tre. Passaggio che però tarda a concretizzarsi, con il concreto rischio di dover cambiare in corsa, durante la stagione, con tutte le incognite del caso.

La casella dell’allenatore è stata l’unica immune dalla tempesta perfetta che ha colpito Milanello negli ultimi mesi. La roccia a cui i milanisti si sono aggrappati. Ora però il vento si fa ancora, se possibile, più insidioso. E sta proprio a a lui tenersi forte.