Redazione

La tanto agognata transizione del nuovo Milan dal 4-3-3 al 3-5-2 sembra finalmente cosa fatta. La scossa subita all’Olimpico ha avuto effetto e le remore di Montella sono state vinte dalle difficoltà incontrate, soprattutto a livello difensivo. Inserire Romagnoli per dare una mano a Bonucci e Musacchio e spostare Rodriguez e Conti (quando rientrerà) vicino ai centrocampisti, garantendo così maggiore densità in mediana e maggior coinvolgimento degli esterni nella manovra offensiva. Davanti in due, che possono diventare anche due e mezzo se tra i tre centrali di centrocampo venisse schierato Çalhanoğlu, che ha già fatto più volte sapere che gradirebbe giocare nel suo ruolo, ovvero dietro le punte.

Suso gioca, sempre e comunque

Ecco, i due, le bocche da fuoco rossonere. Il problema ora è lì. Se la mossa di passare a tre rafforza la difesa e aiuta il centrocampo, crea problemi di abbondanza in attacco. Kalinic, Andrè Silva, Borini e Cutrone per un posto. Come uno? Sì, perchè, a beneficio di chi non avesse posto abbastanza attenzione al Milan delle prime giornate di campionato ed Europa League, giova ripetere che una delle undici maglie da titolare per Montella è già assegnata. Suso gioca, punto. Il resto viene di conseguenza. Anche con il 3-5-2, nonostante proprio la necessità tattica di schierare lo spagnolo sembrasse pregiudicare il cambio di modulo.

Di nuovo fuori uno tra Kalinic e Andrè Silva

Comunque vada, minimo due acquisti sui tre effettuati nel reparto offensivo dovranno sedersi in panchina. In campo Suso, schierato da seconda punta, a gravitare attorno all’attaccante centrale. Che nelle gerarchie dovrebbe essere Kalinic, ma con Montella, si è capito, c’è poco da star sicuri. Il turnover di coppa dovrebbe offrire al croato la prima da titolare in maglia rossonera, che sembrava poter coincidere con l’inserimento anche di Andrè Silva, per il sospirato esordio della coppia da 65 milioni. E invece no, uno dei due, eventualmente, entrerà a partita in corso. A meno che non serva improvvisamente la corsa di Borini o la vena realizzativa di Cutrone.

Montella testardo, ma il campo gli dà spesso ragione

Insomma, Montella si è arreso alle spinte esterne, che suggerivano il passaggio al nuovo modulo dal giorno in cui Bonucci ha messo piede a Milanello, ma continua a sorprendere, almeno nella scelta degli uomini. La questione è che, Lazio a parte, le sue decisioni hanno finora pagato. Cutrone ha iniziato il campionato ingranando subito e Suso si è dimostrato l’elemento imprescindibile che il tecnico ritiene che sia. Al punto da snaturarlo anche un po’, pur di poterlo schierare. E di rischiare di creare altri malumori. Che una (prevedibile) vittoria in Europa dovrebbe sopire, ma che, come dimostrano le critiche post-Olimpico, sono sempre dietro l’angolo.