Redazione

Massimo risultato con il minimo sforzo. Ci pensa Ricardo Rodriguez. Il Milan torna a vincere in Europa League. L’Universitatea Craiova, non irresistibile, ha creato qualche problema. E all’ombra di un successo che mancava da anni, nel giardino rossonero crescono alcune spine.

Sofferenza fisica: lì dietro ancora si balla…

L’inevitabile calo di condizione ha generato un secondo tempo da dimenticare. E poi ci sono i soliti difetti da limare. Se il primo intervento di Donnarumma è un miracolo, significa che lì dietro, qualcosa, ancora scricchiola. Specialmente perchè i singoli non sono all’altezza. In questa rosa, Zapata è la riserva delle riserve. Impcciato, lento e pasticcione. Abate ha ancora un senso come primo ricambio, purchè ritrovi serenità e sicurezza. Quando rientreranno Bonucci e Romagnoli, sarà ben diverso. In questa ottica, non va scartata l’idea di una difesa a tre che garantisce maggiore copertura con Conti e Rodriguez larghi.

Montolivo e Andrè Silva

Kessie, un centrocampista con le ruote motrici: non perde mai un contrasto, si rialza e ha sempre il pallone fra i piedi. E sa trattarlo piuttosto bene. Tutto il contrario di Montolivo. Il capitano è rimasto solo sulla nave. Non c’è nessuno che ha voglia di tendergli ancora una mano? Pare di no. Criticato dai tifosi, fatica maledettamente a tornare a livelli importanti. Contro i dopolavoristi rumeni, a ritmi bassi, si arrangia con le geometrie ma perde anche quelle: quasi regala la rete del vantaggio ai padroni di casa. Quando servirà correre, oltre che impostare, inizieranno le difficoltà. Anche perchè, se il livello agonistico sale, lui scompare.

Andrè Silva deve fornire risposte. Presto e bene. É stato pagato uno sproposito rispetto ai numeri e alla prestazione. Non dà l’impressione di essere un fenomeno. Anzi, paga dazio a Cutrone che gli ha soffiato il posto da titolare in queste prime settimane della nuova avventura rossonera. Se nelle amichevoli si poteva parlare di opportunità, questa è una scelta. Il portoghese deve recuperare terreno. A volte avere un padrino come Mendes, oltre a renderti figlioccio di Cr7 in nazionale, schiude porte e carriere insperate. Ma certe occasioni vanno prese al volo.

Sicuri che il 4-3-3 sia il modulo migliore?

Borini, Cutrone e Niang. Il terzetto iniziale in Europa League basta e avanza per i semidilettanti romeni, ma non è presentabile nelle serate di gala. Proprio come il 4-3-3. Un modulo che lascia troppi spazio e tempi di gioco agli avversari. Il Milan non ha gli uomini per proporlo. Non a caso, lì dietro si balla. Insistere su questo modulo penalizza le caratteristiche di una rosa adattabile per un 3-5-2 o un 4-2-3-1 con Calhanoglu trequartista o esterno dietro la punta. Una formazione base è con Donnarumma in porta. Conti a destra, Bonucci, Romagnoli (che può spostarsi esterno a sinistra)  e Musacchio centrali. A sinistra, Rodriguez. Biglia e Kessie, perfettamente compatibili, con Calhanoglu libero di esprimere fantasia e talento partendo da sinistra o come trequartista puro. Solo due li davanti? E quanti altri, se no? E fra l’altro, quali alternative sono proponibili? Il Milan ha comprato tanto, ma si ritrova senza bocche da fuoco: Bacca è fuori rosa, Cutrone è il futuro ma chiedergli il presente è troppo: alla fine, altro che mister X. Servono anche Y e Z.