Redazione

Milan, qualcosa non va. La serata play off lascia in eredita due certezze: le ottime prove di Kalinic e Rodriguez. E però anche un dubbio: cosa succede ai giocatori rossoneri quando lasciano Milanello? Possibile che in nazionale ritrovino lo smalto smarrito in Italia? Certamente gli stimoli erano enormi. Non capita tutti i giorni di giocarsi un mondiale. La sensazione, però è che i due calciatori siano più a loro agio quando indossano le maglie delle rispettive nazionali piuttosto che quella rossonera.

Kalinic, che metamorfosi

Ma non può essere solo questione di motivazioni. Kalinic segna un gol (e che gol) da attaccante in piena fiducia dei propri mezzi tecnici. Un colpo che probabilmente al Milan non avrebbe provato, sia per timore dei fischi di San Siro in caso di errore, sia per mancanza di materia prima: i palloni giocabili. Ancora una volta il croato gioca una partita di spessore. Sempre nel vivo del gioco, abile finalizzatore, punto sia di riferimento che di appoggio alla manovra. Una metamorfosi che si riassume in tre parole: schemi di gioco. Evidentemente la Croazia, rispetto al Milan, produce una manovra più premiante per le caratteristiche del centravanti.

Rodriguez, quanta personalità

L’esterno basso era atteso da un impegno oggettivamente più ostico: l’Irlanda del Nord a Belfast è sempre un cliente piuttosto scomodo. Partita di fisico, come era nel più logico dei pronostici: Rodriguez, apparso in calo in rossonero, ritrova sé stesso. Infaticabile e imprendibile, come ai tempi del Wolfsburg: gioca da esterno basso di difesa a quattro e ritrova tutte le sue peculiarità. Ara la la fascia, trova spesso il fondo, non sbaglia un tempo di inserimento, trasforma con freddezza il calcio di rigore decisivo. Non butta mai un pallone, sia un cross o un passaggio. Insomma una prova da 7 in pagella. Che può far anche piacere. Purché i bei voti al rientro dalla sosta siano portati anche in casa Milan.