Redazione

No, non c’è da preoccuparsi. Almeno, non ancora. Niente spy-story sulla permanenza di Montella o su eventuali sostituiti, ma una semplice constatazione. Il mese di ottobre sarà decisivo per la giovane storia del nuovo Milan, sia dal punto di vista dei risultati sul campo che da quello, altrettanto importante, della solidità finanziaria del club. Il calendario della Serie A offre almeno tre match fondamentali per capire cosa ne sarà di questo campionato, quello delle scadenze due appuntamenti a cui i rossoneri non possono permettersi di arrivare impreparati. Comunque vada, il Milan che emergerà il primo novembre sarà una squadra e una società diversa da quella vista finora. Vediamo perchè.

Serie A, calendario terribile per il Milan

Ottobre finirà col botto, la sfida casalinga contro la Juventus del grande ex Allegri, ma non inizia certo con match facili per il Milan. A San Siro arriverà la Roma di Di Francesco, reduce da tre vittorie consecutive in campionato e con un attacco che alla balbettante difesa rossonera può fare paura. I giallorossi torneranno da una lunga trasferta fino a Baku, ma il Milan avrà un giorno di meno di riposo, dato l’impegno di Europa League contro il Rijeka. La data segnata su tutti i calendari però è il 15 ottobre, dopo la sosta, quando andrà in onda il derby della Mado…Cina contro l’Inter di Zhang, per una supremazia cittadina che può significare anche un passo avanti verso la Champions.

Poi due turni…di riposo, anche se parecchio relativo, il Genoa in casa e una trasferta a Verona, contro il Chievo, che non può essere presa sotto gamba. Dopodichè, come già detto, arriva a Milano la Vecchia Signora, per concludere il mese che dirà alla Serie A di che pasta è fatto questo Milan. Cinque giornate, tre scontri diretti per agguantare almeno il treno che porta all’Europa che conta, ma anche per testare il lavoro di Montella e dei suoi al momento di affrontare il primo vero tour de force della stagione. Ma questo è solo uno dei passi importanti che attendono i rossoneri.

Rientro del prestito

Il trenta ottobre scade infatti il termine per il rientro della prima parte del prestito erogato dal fondo Elliott, 80 dei 303 milioni che Yonghong Li, anzi, per essere più precisi la Rossoneri Sport Investment Luxembourg ha speso per acquisire la società rossonera. Da questo punto di vista dalla Cina sono arrivate già parecchie rassicurazioni a Fassone, le scadenze saranno rispettate ed ed il debito sarà saldato. Evento fondamentale, perchè il rientro di quei capitali è uno dei punti cardine dell’altra scadenza che il Milan deve tenere in considerazione.

Il piano di rientro volontario

Sempre trenta ottobre, stavolta non si guarda alla Cina, ma alla UEFA. Entro quel giorno infatti il Milan deve presentare al massimo organismo continentale il cosiddetto “voluntary agreement”, il piano di rientro dai debiti che viene proposto dalla società, con tutte quelle che dovrebbero essere le prossime mosse della proprietà dal punto di vista economico. Starà alla UEFA poi valutare se accettare o no il piano proposto. In caso di parere negativo, sul Milan si abbatterà la scure del Fair Play Finanziario, con una serie di impegni imposti al club sulla falsariga di quello che hanno dovuto rispettare la Roma e i cugini dell’Inter dopo il cambio di proprietà.

Insomma, il Milan che tifosi e addetti ai lavori si troveranno davanti il primo di novembre non sarà di certo quello di questi giorni. La classifica e i conti diranno altre cose, positive o negative, che influenzeranno in maniera diversa ma altrettanto importante la stagione rossonera. Si avvicina un mese in cui tutti, da Montella a Fassone, dovranno spingere sull’acceleratore. I trenta giorni che possono cambiare il mondo. La rivoluzione di ottobre è alle porte.