Redazione

Che figuraccia. Anche il Rijeka, dopo il Benevento, vive la sua giornata di gloria. Ora, va bene tutto, il Milan sapeva di essere qualificato. Era anche certo del primo posto, ma anche consapevole di non doversi esporre a (ulteriori) figuracce. Invece il Rijeka infila due volte Storari e una squadra apparsa distratta e confusa, che ha perso una grande occasione. E anche un po’ di faccia. Il Milan ha tradizione in Europa e certe figuracce sono inammissibili.

Povero Diavolo

I non titolari in campionato avevano la possibilità di mostrare a Montella di essersi sbagliato. Rispondono con prova oscena, sotto tutti i punti di vista. Mancano impegno, attenzione, forse anche un pizzico di buona volontà. Il Rijeka è una buona squadra di Lega Pro e chi è sceso in campo bastava e avanzava per ottenere il risultato. Eppure vincere sarebbe servito come il pane. Nella notte di Europa League si è consumato un piccolo tradimento. O è una semplice crisi di rigetto? In entrambi i casi, quanto è accaduto è ingiustificabile: il Milan è andato sotto dopo 420 secondi e non ha mai reagito, né ha dato la sensazione di rientrare in partita. La reazione, timida, nei primi minuti del secondo tempo è stata frustrata sul nascere dal raddoppio croato, con il Rijeka che, ed è questo che preoccupa di più, ha poi gestito agevolmente un Milan a corto di idee e iniziativa. Dal 3-4-3 al 4-4-2 cambia poco: palloni portati a fatica nella metà campo avversaria e con una manovra prevedibile. Cross dalle vie laterali e poco altro. Quanto basta a centrare un altro piccolo record negativo: prima sconfitta in Europa League dopo 18 partite.

Gattuso soffre la crisi di rigetto?

Il risultato, inevitabilmente, induce a qualche riflessione su Gattuso. La squadra era molto legata a Montella e, anche quando non sono arrivati i risultati, l’impegno non è mai mancato. Anzi. La squadra ha avuto diverse occasioni per scaricare il tecnico e non l’ha mai fatto. La società ha comunque ritenuto opportuno dare una scossa. E ha sollevato il tecnico dall’incarico. I risultati sinora parlano a sfavore del nuovo arrivato. La prima decade di Gattuso, contro gli avversari più deboli in assoluto affrontati sinora, si è risolta in un pareggio e in una sconfitta. Serve tempo, probabilmente, per assorbire il nuovo corso. Tempo, però, ce n’è poco. Sempre di meno. Urge immediatamente una svolta. Il Bologna, in teoria, è un avversario abbordabile. Già, proprio come Rijeka e Benevento…