Redazione

Ci pensa Ricardo Rodriguez. Il Milan torna a vincere in Europa ed è un bel vivere. L’Universitatea Craiova, non irresistibile, ha creato qualche problema. Inevitabile in pieno luglio. L’importante è riassaporare il gusto della vittoria anche se resta qualche ombra nella prima uscita ufficiale rossonera.

Quanta sofferenza: lì dietro ancora si balla…

Aldilà del valore degli avversari,  il caldo e l’inevitabile calo di condizione hanno prodotto un secondo tempo scadente. E poi ci sono alcuni difetti da limare. Se il primo intervento del Donnarumma 2.0 è un miracolo, significa che lì dietro, qualcosa, ancora scricchiola.

Ci penseranno i titolari: Musacchio consumato da mille battaglie nelle periferie mitteleuropee, gestisce da par suo il pacchetto arretrato. L’argentino, in assenza dei big, ha preso in mano compagni meno dotati (Zapata) o in cerca di sé (Abate) per infondere serenità e sicurezza. Rodriguez segna il gol che vale la vittoria e poi è protagonista di tante altre buone iniziative. Quando rientreranno Bonucci e Romagnoli, sarà diverso. In questa ottica, non va scartata l’idea di una difesa a 3 che garantisce maggiore copertura. Dalla mediana in su, del resto, fosforo qualità e quantità non mancano.

Le note liete: la meglio gioventù…

Intanto Montella si gode i suoi bravi ragazzi: quanto è forte Kessie? Il centrocampista ha le ruote motrici: non perde mai un contrasto, si rialza e ha sempre il pallone fra i piedi. E sa anche trattarlo piuttosto bene. Visione di gioco, corsa, resistenza e agilità. Lotta e governa, ruba palloni e li gestisce come un veterano. E vogliamo parlare di Cutrone? Il mago Silvan del Milan. Questo ragazzo nasconde la palla come pochi nello stretto e ha movimenti da attaccante vero nei sedici metri. Diciannove anni, ma un cinismo fuori dal comune. Tecnico, veloce e potente, fermato solo dalla sfortuna. Molto meglio di Andrè Silva pagato uno sproposito rispetto ai numeri e alla prestazione. A volte avere un padrino come Mendes, oltre a renderti figlioccio di Cr7 in nazionale, schiude porte e carriere insperate. Il campo dirà chi, fra i due, resterà più tempo al Milan. La sensazione è che questo ragazzone comasco, cresciuto nelle giovanili, possa ripercorrere le orme dei grandi numeri 9 rossoneri.

Sicuri che il 4-3-3 sia il modulo migliore?

A proposito di attaccanti. Il Milan si è ritrovato con Borini, Cutrone e Niang. Un terzetto accettabile ma non presentabile nelle serate di gala. Proprio come il 4-3-3. Insistere su questo modulo penalizza le caratteristiche della rosa che sembra disegnata per un 3-5-2 o per una difesa a 3 e ½. Ipotizzando una formazione base con Donnarumma in porta. Conti a destra, Bonucci, Romagnoli e Musacchio centrali. A sinistra, Rodriguez è più di una garanzia per coprire l’intera fascia. A centrocampo, dunque, Biglia e Kessie, perfettamente compatibili, con Chalanoglu libero di esprimere fantasia e talento partendo da sinistra o come trequartista puro. Solo due li davanti? E perché no? Come si propone il 4-3-3 se in attacco la coperta è corta e dietro si balla? Il Milan ha comprato tanto, ma si ritrova senza bocche da fuoco: Bacca è fuori rosa, Cutrone è il futuro ma chiedergli il presente è troppo: alla fine, altro che mister X. Servono anche Y e Z.