Redazione

Montella gli darà una chance, o meglio gli riconsegnerà il ruolo che aveva. Lì, di nuovo titolare, contro la Lazio allo Stadio Olimpico nel cuore della difesa accanto a Bonucci, per riprendersi il tempo perduto dopo l’infortunio al menisco e una laboriosa ripresa dell’attività agonistica. Alessio Romagnoli è finalmente pronto ed ha fretta di dimostrarlo. Ma il difensore, soprattutto, vuole saldare il debito con la sfortuna e la fine di una stagione complicata.

Romagnoli ritorna in una partita speciale

Il Milan, ora, sembra un’altra storia. Sono arrivati in tanti e lui ci vuole essere da protagonista, per non perdersi niente, tantomeno la Nazionale. Quella dannata voglia di crescere e di diventare grande, come il suo Milan, insomma non è sfumata. E allora sotto con la Lazio, la squadra del cuore, nonostante gli inizi nella Roma da cui ha preso anche metà del suo cognome. Montella sembra aver deciso: dentro al posto di Musacchio. Fisico, centimetri e carattere in più, dunque, all’interno di una squadra che al momento vive e si sorregge lì davanti grazie agli spunti di vecchie conoscenze e di giovani rampanti. Perché sono loro, Suso e Cutrone, le novità assolute e importanti del nuovo corso, in attesa delle cose eccezionali e dei big presi dopo una campagna acquisti che aveva dimenticato gli echi fastosi del passato.

Da nuovo Nesta al rischio panchina

Per Romagnoli il tempo stringe. Era arrivato a Milano da Anzio, dalla Roma, nel segno di Alessandro Nesta, non soltanto idolo della sua infanzia, ma del tifo rossonero. Eredità pesante e palcoscenico ingombrante. San Siro, la storia, non fa sconti: ti può battezzare in un modo o in un altro. Romagnoli è ancora tra color che son sospesi, sospeso nel giudizio della gente. Avvio promettente, ma non del tutto esaltante. Al Milan serve fare di più. E ora con l’arrivo di Musacchio, argentino solido e sbrigativo, Romagnoli ha fiutato il pericolo. Meglio riguadagnare posizioni per non scomparire dai radar di Montella, dall’abbagliante galassia rossonera. C’è un treno da riprendere al più presto, salvo complicazioni e salvo paragoni. Stesso ruolo di Nesta, stessa maglia, il 13, ma finora non lo stesso risultato. Confronti difficili e scomodi in cui c’è molto da perdere e poco da guadagnare. La faccenda dei sentimenti può aiutare. Romagnoli non è ancora Nesta, ma è in grado di farcela.

Meglio nella difesa a 4 o a 3?

Paragoni con Nesta a parte, Romagnoli non è uno qualsiasi. Il ragazzo ha carattere. Leader dell’Under 21 e serissimo candidato ad essere titolare nella nazionale maggiore nel breve periodo. I mezzi e la stoffa ci sono, basta non deludere le aspettative. La concorrenza con Musacchio e l’esperienza di Bonucci lo aiuteranno a crescere. Ha qualità non comuni: è bravo nell’anticipo, veloce il giusto, a suo agio in uno schieramento a 4 anche se a 3 sembra poter rendere maggiormente. Montella lo vede accanto a Bonucci, centrale a sinistra. Difesa a 3, certo, anche se poi potrà essere complicato cambiare qualcosa in avanti e sugli esterni. A Montella l’ardua decisione. Romagnoli, però, è pronto. C’è anche lui nel Milan delle cose da rivedere e non soltanto formali.