Redazione

Z di Zorro. No, peggio. Z di Zapata. Il centrale difensivo lascia il suo…segno distintivo sulla partita del Milan. Interpretando il ruolo dello spadaccino nel modo peggiore possibile. Giustizia il Milan e Montella, condannandolo alla sconfitta. Ma non è solo colpa sua.

Spadaccino al contrario

Zapata si traveste da giustiziere sì, ma delle ambizioni rossonere. Un suo errore consegna il pallone all’altro Zapata, mestiere attaccante, che si ritrova a tu per tu con Donnarumma. Il pallone è invitante, la rete accogliente, la frittata servita. Il Milan perde la seconda partita si sei e affonda per la seconda volta (su tre) in trasferta. Quanto basta per aprire la parola crisi? Di certo sufficiente per interrogarsi sull’effettivo valore dei ricambi.

Crollo mentale, oltre che fisico

La storia lo insegna: Zapata è un bel prospetto di difensore centrale. Fisicamente ha poco o nulla da invidiare ai compagni di reparto. Longilineo, elastico, anche piuttosto agile in considerazione della mole che si porta appresso, il difensore colombiano ha una grande (e grave) difetto. Si distrae o commette l’errore fatale. E anche oggi, proprio nel momento in cui ogni tifoso rossonero ha pensato “oggi Zapata non sta giocando male” è arrivato, puntuale come le tasse, l’errore che ha impiccato la partita.

Errore grave, ma il problema è di reparto

Il turnover è giusto: anzi, doveroso. Specialmente nella terza partita, quando l’accumulo di fatica si fa sentire. Il problema, però, al netto del grave errore, è rappresentato dal dato dei gol subiti: otto reti subite in sei partite. Troppi per ambire a un campionato di vertice. Zapata, a Roma, con la Lazio, non c’era. Eppure il Milan è affondato ugualmente perché il terzetto di centrali non regge le folate offensive. E ancora più spesso accade che l’errore sia del singolo. Zapata cuoce la frittata, ma il primo uovo è rotto da Bonucci che sbaglia il posizionamento. Può essere che il colombiano sia rimasto sorpreso dalla situazione creatasi? L’unica certezza è che in questo momento, la difesa sia il reparto meno affidabile di un Milan comunque ben lontano dalle proprie potenzialità. Dopo un mercato del genere, due sconfitte in sei partite non sono tollerabili.