Bobo Craxi

È un mese passato sul filo del terrore quello del Milan della nuova gestione cinese. Se l’esordio “fortunato” di un derby agguantato all’ultimo secondo dell’ultimo minuto del recupero poteva apparire un buon presagio nel prosieguo del campionato si è drammaticamente confermata l’inadeguatezza dell’organico, la relativa confusione del tecnico e la difficile transizione guidata dal volenteroso Fassone. Naturalmente le voci di mercato e la preannunciata rottamazione dell’organico, come avviene naturalmente in tutte le code dei campionati, non rende più tranquilli i giocatori divisi tra chi è in cerca di una riconferma ed è destinato a strafare per mettersi in mostra con risultati scadenti, e chi si sente oramai accantonato e si riserva prestazioni da minimo sindacale in allenamento e dentro il campo.

galliani cravatta gialla

Non giova all’andazzo generale naturalmente il prolungato addio condito di celebrazioni e legittimi “amarcord”. Di Berlusconi si è detto e scritto, è ovvio che una parte consistente della “celebrazione” spetta a Galliani che ieri ha salutato i “dipendenti” della società con una cena piena di illustri assenti. L’ex ad del Milan si aggira nello spettro del mondo calcistico italiano giustamente deciso a non farsi far dimenticare, figura di rilievo per rappresentare il movimento calcistico italiano in Italia ed all’estero è naturalmente circondato dai condor che intendono aprire uno squarcio sulla vexata quaestio della compravendita dei diritti televisivi, croce e delizia dei “parvenues” del pallone, tipo Cairo e affini, che hanno compreso l’entità del business, ma credo assai poco delle regole del gioco calcistico e della poesia che nonostante tutto regna sovrana. Mentre nel palmars delle finaliste della coppa europea ormai si annoverano come più recenti quella dell’Inter e le ultime due della Juventus (conquistata con la panchina dell’ex milanista Allegri) il Milan deve limitarsi a celebrare il proprio passato e i tifosi accontentarsi di un ballo di voci sulla campagna acquisti che sta facendo venire il mal di mare. Almeno su questo aspetto è sempre esistito uno stile Milan: il colpo di mercato non viene preannunciato. Siccome le cose cambiano e non è detto che le innovazioni in sé portino del male, ci limiteremo da questa tribuna a svolgere delle osservazioni critiche e pratiche. Posto che come sempre il torto o la ragione nella vita, nella politica e anche nel calcio la assegna sempre il Tribunale dei fatti.