Redazione

Milinkovic. Un chiodo fisso. La Juventus se ne è innamorata, come buona parte dell’Europa. La concorrenza è quanto mai agguerrita, ma i bianconeri possono godere di un certo vantaggio sulle avversarie. E vi sono tre fattori discriminanti che dirigono il serbo verso Torino…

I soldi

Sembra banale, ma è cosi. La Juventus ha la liquidità necessaria per reggere l’urto delle big europee. Il fatturato bianconero permette di spendere anche sino a 80 milioni, esattamente quanti ne chiede Lotito. Una cifra importante, ma anche un investimento a lunga gittata. Si parla di un calciatore di 22 anni con margini di miglioramento ancora inesplorati. Soldi spalmati negli anni. Come quelli di un centrocampo che per forza di cose dovrà rinnovarsi. Marchisio non è eterno, idem Khedira. E un centrocampo con Matuidi e Pjanic sarebbe all’altezza delle principali corazzate europee.

L’affetto e le ambizioni

Milinkovic se dovesse scegliere un’altra città che non sia Roma, punterebbe la prua decisamente su Torino. La Juventus è una squadra che in Italia è garanzia di successo e può garantire un ingaggio da top player. Il centrocampista come ogni professionista punta ai successi e al guadagno, ma Torino offre anche qualcosa in più. Il…ricongiungimento familiare. Vanja Milinkovic-Savic, il “fratellino” (chiamalo piccolo, due metri per 90 kg di peso) gioca nel Torino. E a entrambi non dispiacerebbe condividere un’avventura tutta piemontese.

E poi c’è Inzaghi…

Alla Juventus, fra l’altro, Milinkovic potrebbe ritrovare il suo mentore. Simone Inzaghi. É noto che la Signora sia affascinata dai modi garbati dell’attuale allenatore della Lazio che ha la “faccia” giusta per succedere ad Allegri. Il tecnico biancoceleste, oltre a proporre il miglior calcio in Italia in relazione al materiale umano, è sobrio, misurato, elegante al punto giusto per sedersi sulla panchina più ambita d’Italia. Il ciclo Allegri sembra molto vicino al termine. Il tecnico toscano è totalmente legato ai risultati europei. Qualora vincesse la Champions, andrebbe via, carico di gloria. Un’uscita prematura dall’Europa che conta, ne segnerebbe inevitabilmente il destino. E poi c’è la Nazionale che si libera. Milinkovic a Torino con Inzaghi? Più di un’ipotesi.