Matteo Muoio

Sergej Milinkovic-Savic è l’uomo del momento in casa Lazio, e non solo. Prestazioni e colpi da top player, i gol nei derby come ciliegina sulla torta. Il ragazzo serbo cresce di partita in partita, è sempre più determinante, sempre più imprescindibile nello scacchiere di Inzaghi. Tanto che la società ha deciso di blindarlo facendogli firmare il rinnovo fino al 2022. Abbiamo raccolto 5 curiosità sul suo conto di cui magari non siete a conoscenza.

Milinkovic-Lazio-5 cose

Milinkovic-Savic, 28 presenze e 6 gol in stagione tra campionato e Coppa Italia

 

Famiglia di campioni

Figlio d’arte, fratello di un altro prospetto molto interessante. Il padre, Nikola Milinkovic, è un allenatore ed ex calciatore jugoslavo che ha trascorso la carriera tra Bosnia, Spagna e Austria. Sergej è nato infatti nella cittadina catalana di Lleida, dove il padre giocava nel 1995. Sua madre, Milana Savic, è stata una giocatrice professionista di basket. Il fratello Vanja, invece, è un promettente portiere: classe ’97, nel 2014 il Manchester United pagò quasi 2 milioni di euro per strapparlo al Vojvodina. Ora è al Lechia Gdansk, in Polonia, da giugno sarà un nuovo giocatore del Torino, che a gennaio ne ha formalizzato l’acquisto per 4 milioni di euro.

I fratelli Milinkovic-Savic, campioni del mondo u.20 nel 2015

CESTISTA MANCATO
Padre calciatore, madre cestista, da bambino praticò entrambi gli sport fino ai 13 anni. Secondo la madre sarebbe potuto diventare una guardia formidabile, ma lui scelse il calcio ed oggi è uno splendido centrocampista.

IL RAPPORTO CON KEZMAN E LA QUERELLE SUL TRASFERIMENTO
Il suo procuratore è l’ex attaccante serbo Mateja Kezman, che lo ha soffiato al Raiola dei Balcani, Fali Ramadani. Nel 2013 Kezman diventa direttore sportivo del Vojvodina, squadra serba che ha lanciato Milinkovic. Per conflitto di interessi deve chiudere la sua agenzia e “passa” temporaneamente i suoi assistiti al socio Aleksandar Gruber. Il Vojvodina, per far fronte ad alcuni debiti con lo Stato, agenzie e fondi d’investimento, nell’aprile 2014 cede la metà dei diritti economici di Sergej al vicepresidente della società in quel momento, Dragoslav Vukovic. Due mesi dopo, i fratelli Milinkovic-Savic vengono venduti. Sergej al Genk per 850 mila euro e Vanja al Manchester United per 1 milione 750 mila euro. Il Vojvodina, per il classe ’95, doveva ricevere 425 mila euro, ossia il 50%. Una parte dei soldi, per entrambi i trasferimenti, la prende l’agenzia di Mateja Kezman che ha fatto da tramite. La stampa serba parla di una parte non trascurabile. Inoltre, va aggiunto che il Vojvodina aveva un debito nei confronti dell’agenzia di Kezman, che ammontava a 300 mila euro. Nei giorni del passaggio di Milinkovic in biancoceleste si era diffusa la notizia che Dragoslav Vukovic insinuasse come il contratto tra Genk e Vojvodina fosse nullo, poiché mancava il suo consenso, necessario per il passaggio al club belga. Inoltre, lo stesso Vukovic l’anno precedente aveva accusato il Vojvodina di aver nascosto 950 mila euro, perché secondo lui il prezzo di trasferimento di Milinkovic ammontava a 1 milione e 800 mila euro. Il Vojvodina smentì le accuse con la presentazione del documento ufficiale della FIFA nel quale si affermava che l’affare si chiuse per 850 mila euro. Dal Vojvodina, oltre al documento ufficiale della FIFA, aggiungevano che, invece, il contratto nel quale Vukovic acquistava il 50% del giocatore era nullo.

Mateja Kezman in azione con la maglia del Fenerbahce.

Il GRAN RIFIUTO VIOLA
La Lazio fu la prima società italiana ad allacciare contatti per Milinkovic. La classica trattativa in stile Lotito, con continui rimandi e giochi al ribasso. La Fiorentina si inserisce e raggiunge un accordo col Genk sulla base di 10 milioni. Tutto fatto, il 26 luglio il ragazzo è in sede per firmare; non lo farà, scoppia in lacrime e dice di non poter andare alla Fiorentina. I dirigenti viola, Pradè su tutti, provano a convincerlo per un paio d’ore, niente da fare. “Noi non dobbiamo pregare nessuno per venire alla Fiorentina, tantomeno un ragazzo di 20 anni che dovrebbe arrivare qui col fuoco dentro. Abbiamo trovato l’accordo economico col Genk, l’accordo economico col calciatore, ora lui ha preso tempo perché dice di avere questioni private e familiari da valutare. […] Non è comunque un ragazzo di 20 anni a cambiare la nostra squadra, le partite possiamo giocarle ugualmente”. Queste le parole dell’amareggiato Pradè quel pomeriggio. Tra le motivazioni di Milinkovic la parola precedentemente data alla Lazio, e soprattutto, quelle questioni private e familiari che rispondono al nome della sua ex fidanzata, la bellissima modella serba Andreja Travica: lei, più di Milinkovic, sembrava preferire Roma a Firenze in quel momento.

QUELLO ALLA SPAGNA
In possesso del doppio passaporto serbo-spagnolo, ancora minorenne gli fu prospettata la possibilità di giocare nelle selezioni giovanili iberiche. Rifiutò, rispondendo semplicemente:“Sono serbo, voglio rappresentare la Serbia”.

Milinkovic e l’ex fidanzata Andreja Travica