Mattia Deidda

Un sogno che si avvera nel momento sbagliato. Milinkovic-Savic ottiene la prima convocazione con la Serbia, ed è pronto ad entrare a tutti gli effetti nel calcio dei grandi. Difendere i colori della propria Nazione è il primo obiettivo di qualsiasi calciatore. La speranza dei tifosi della Lazio, però, è che l’entusiasmo del giocatore riesca a superare la stanchezza. La Serbia, già qualificata al Mondiale, sarà impegnata in due amichevoli contro Cina e Corea del Sud: il ritorno del centrocampista a Formello è previsto per giovedì, e sabato si gioca uno dei derby più importanti degli ultimi anni.

Milinkovic-Savic esonera Muslin

Una convocazione annunciata. Non perchè Muslin abbia cambiato idea riguardo l’importanza di avere Milinkovic-Savic in rosa: semplicemente si è dimesso. O meglio, è stato mandato via. Una questione delicata ma, a quanto pare, troppo importante per essere rimandata, nonostante il tecnico sia riuscito nell’impresa di qualificare direttamente la Serbia ai Mondiali in Russia. Non aver convocato (e non aver intenzione di farlo) Milinkovic-Savic, è uno dei principali motivi che hanno portato all’addio del tecnico. Un giocatore troppo importante per rischiare di perderlo (volendo il centrocampista potrebbe giocare con il Montenegro): con soli ventidue anni, il laziale è già in grado di reggere il peso del centrocampo da solo. Pochi giocatori possono unire la fisicità e la tecnica del serbo.

Milinkovic-Savic guida la generazione d’oro serba

L’uomo copertina della sua generazione. Il rapporto tra il centrocampista e la Nazionale è sempre stato perfetto. Il biancoceleste ha vissuto tutta la trafila, partendo dall’under 18, ed i risultati ottenuti dimostrano che la Serbia è pronta ora a giocarsi le proprie carte. Campione d’Europa nel 2013 con l’under 19, ottiene anche il titolo di campione del Mondo con l’under 20 nel 2015 (prima volta in assoluto) battendo in finale il Brasile. Risulta quindi ovvia la scelta della Federazione di cambiare guida tecnica, portando momentaneamente sulla panchina Krstajic. Serviva qualcuno che abbandonasse le proprie convinzioni, inserendo nel giro della Nazionale maggiore i giovani del futuro.

Allarme derby

Ogni aspetto del gioco, però, ha il suo lato negativo. Per quanto difendere la maglietta del proprio Paese sia un onore, giocare due amichevoli contro Cina e Corea del Sud non è proprio il massimo dell’emozione, considerando soprattutto come la Serbia arrivi dall’entusiasmo della qualificazione diretta per il prossimo Mondiale. In caso di titolarità, non ci sono dubbi che Savic darà tutto se stesso per dimostrare di meritare la fiducia che lo circonda. I tifosi della Lazio sorridono per avere in squadra un talento come il serbo, ma nel profondo conservano una nota di egoismo: giocando dall’altra parte del mondo, Savic tornerà a Formello solo giovedì dopo un estenuante viaggio in aereo. Sabato alle 18:00 è in programma il derby con la Roma. Mai come quest’anno, entrambe le romane si trovano ad una manciata di punti dal primo posto. Tre punti essenziali che, per una volta, non servono solamente a comandare dentro la città.