Elisa Ferro Luzzi

“Il meraviglioso ciccione idiota”. Così nella sua biografia Zlatan Ibrahimovic ha etichettato Mino Raiola, il procuratore dei procuratori, al centro delle polemiche in queste ultime ore per il mancato rinnovo di Donnarumma con il Milan. Nato ad Angri, Raiola in giovane età lasciò la Campania con la famiglia per trasferirsi ad Haarlem, Olanda, dove lavorò come pizzaiolo nella paninoteca-pizzeria che aprì il padre. “Cameriere, non pizzaiolo” ci tiene ancora oggi a sottolineare quello che è il re incontrastato del mercato europeo, un uomo con il fiuto per gli affari che si è fatto da solo. Per molti club eminenza grigia, per i suoi assistiti vero e proprio genio. La sua politica è ed è sempre stata quella di far spendere “poco” alle società e ricoprire d’oro i calciatori. Ecco i suoi affari più riusciti

Gli affari più riusciti di Mino Raiola

​Il primo indimenticabile trasferimento di Mino Raiola (con l’accento sulla prima a) è datato 1993: il giovane Mino riuscì ad entrare nella scuderia di Rob Jansen vestendo il ruolo di interprete. Insieme al potente agente olandese, aiutandolo appunto con l’italiano, riuscì a piazzare all’Inter Dennis Bergkamp, ai tempi numero 10 dell’Ajax. A Bergkamp fu aggiunto Wim Jonk, tutto il pacchetto costò ai nerazzurri 25 miliardi di vecchie lire quando il Napoli ne offriva 28 solo per il primo. Per la verità, in Italia Raiola era già arrivato portando Bryan Roy al Foggia, ma il suo ingresso nel nostro mercato viene ricordato soprattutto quando Bergkamp approdò a Milano.

bergkamp inter raiola

Dennis Bergkamp, primo affare di Raiola

Mino Raiola da Haarlem, appena diventato agente Fifa, nel 1995 cerca di entrare nel calcio di alto livello puntando a formare un gruppo di pochi assistiti ma di estremo talento e valore. E vede per la prima volta Pavel Nedved, ai tempi stella dello Sparta Praga, di lui si innamora. E lo propone alla Lazio di Zdenek Zeman. Nell’estate del 1996, il centrocampista ceco si accasa a Roma per 9 miliardi di lire e ne diventa giocatore simbolo. Salvo poi essere ceduto, qualche anno dopo e contro la sua volontà (così come dichiarato in una recente intervista proprio da Raiola) alla Juve per aiutare la Lazio a superare il crack finanziario e la fine dell’era Cragnotti. Il suo trasferimento in bianconero diventa uno degli affari di inizio anni 2000 per cui il procuratore viene ricordato di più: 70 miliardi di vecchie lire ai biancocelesti e ingaggio stellare per Pavel, che della Juve è poi diventato simbolo e dirigente.

Pavel Nedved, uno degli affari più riusciti di Raiola

Capitolo Ibrahimovic. E qui ci sarebbero da scrivere pagine e pagine, ma proveremo a riassumere. Raiola la scorsa estate è riuscito a piazzarlo, a 35 anni suonati, al Manchester United facendogli prendere 10 milioni di ingaggio. Lo svedese nel corso della sua immensa carriera ha cambiato maglia più volte, non stiamo qui ad elencarvele tutte ma analizziamo quelle in cui Raiola è stato più bravo. Come quando, fiutata l’aria di smobilitazione in casa Milan, si è saputo muovere per tempo riuscendo a organizzare il passaggio di Zlatan al Paris Saint Germain: 25 milioni il prezzo del cartellino, ingaggio stellare di 15 milioni bonus inclusi per lo svedese. La vera intuizione però il potente procuratore l’ha avuta nel 2004, quando capì che l’Ajax stava stretto al 23enne Ibra e lo offrì a più squadre in Italia. Se lo aggiudicò la Juve di Moggi, che lo prese per soli 16 milioni, quinquennale da 3,5 milioni: tanta roba per un attaccante all’epoca solo promettente. Torniamo ai giorni nostri e ricordiamo che attualmente Ibra, infortunato, è stato scaricato dallo United: dove e a quanto riuscirà a piazzarlo Raiola? Forse al Milan per farsi perdonare il “disagio” Donnarumma? O questo schiaffo ha rotto subito i rapporti con la nuova dirigenza?

Per Ibra Raiola ha concluso affari su affari. Quale sarà il prossimo?

Uno dei capolavori di Raiola è stato riuscire a piazzare Mario Balotelli dopo il disastro del Mondiale 2014. Dopo l’Inter, in Inghilterra non era andata tanto bene a SuperMario con il Manchester City: l’attaccante fece allora ritorno in Italia, sponda Milan, ma anche lì le cose si complicarono. E il Mondiale fu un flop. Ma quando quando il gioco si fa duro, i duri come Mino cominciano a giocare: trattativa condotta segretamente nell’agosto 2014 con il Liverpool che se che se lo prese per 20 milioni con un ingaggio di 6 milioni netti. Balo però fallì clamorosamente anche quella stagione, però Raiola ancora può godere delle provvigioni accumulate durante quella estate.

balotelli liverpool

Raiola è riuscito a piazzare Balotelli al Liverpool nonostante il disastro al Mondiale 2014

E’ il craque del momento, ma chiaramente fino a un anno fa nessuno ci avrebbe creduto. Tranne, appunto, Mino Raiola. Qualche tempo fa i suoi occhi si sono allungati fino ad Erevan, paese natale di Henrikh Mkhitaryan che l’estate scorsa si è trasferito dal Borussia Dortmund al Manchester United. Il suo acquisto è stato offuscato da quelli di Ibrahimovic e Pogba, ma nel corso della stagione ha avuto la sua santificazione ed è diventato è un autentico jolly per Mourinho, che lo ha schierato nel ruolo di ala destra e sinistra, trequartista, seconda punta e centrocampista centrale. Sempre con buoni risultati: con 6 centri è il capocannoniere del Manchester United in Europa League.

Mkhitaryan, altro affare di Raiola

Paul Pogba. Il trasferimento più costoso della storia del calcio porta infatti con sé anche le commissioni più costose. Il Polpo bianconero è tornato a Old Trafford per 110 milioni, di cui però effettivi nelle casse della Juventus sono 72 (comunque una plusvalenza importante visto che il centrocampista francese era arrivato in bianconero dallo United a parametro zero). Il resto, eccetto il modesto premio di valorizzazione che si sono spartite le due squadre, è finito nelle tasche del super-procuratore, capace di portare a casa circa 35 milioni, percentuali di commissione comprese.

pogba

Il ritorno di Pogba allo United è stato l’affare più grosso di Raiola negli ultimi anni

Con Ibra, Pogba e Mkhitaryan piazzati al Manchester United, Raiola durante la scorsa estate avrebbe incassato una cifra spaventosa per un procuratore di calcio: 50 milioni di euro. L’unico big a decidere di non seguire le sue strategie è stato Marek Hamsik che, pur di non cambiare maglia, ha cambiato procuratore. Ora stiamo a vedere cosa inventerà per Donnarumma.