Redazione

Sospiro di sollievo in casa Inter. Miranda, contro la Spal, ci sarà: solo tanta paura dopo lo scontro subìto in nazionale nello scontro con Alisson. Nessun problema, dunque. Il ragazzo è recuperato: nel fisico e…nella testa. In tutti i sensi. La cura Spalletti ha rigenerato un calciatore che sembrava involuto, persosi nel marasma che ha caratterizzato gli ultimi mesi nerazzurri.

Il vero Miranda è questo

L’Inter ha avuto l’intelligenza di attenderlo, prima di liberarsene. E ha confidato in Spalletti, che ha vinto la più facile della scommesse. Il tecnico toscano ha dei meriti, ma questa volta nessun miracolo. Il vero Miranda, versione originale, è sempre stato quello ammirato nelle ultime uscite. Spalletti gli ha semplicemente restituito la serenità di giocare in una linea difensiva organizzata. Ed è passato alla cassa con gli interessi. Del resto, ha poco senso discutere Miranda: si parla del centrale della nazionale brasiliana: non l’ultimo arrivato, insomma. Il ragazzo è in scadenza di contratto e la società sta seriamente pensando al rinnovo: altri due anni in nerazzurro a far da “chioccia” a Skriniar e tenere saldamente in mano le redini della difesa. Una scelta tutto sommato sostenibile. Miranda è un classe 1984, viaggia verso un’eta “matura” ma ha ancora davanti a sé due o tre anni ad alti livelli.

Compiti diversi, efficacia triplicata

Il brasiliano ha cambiato modo di giocare: con Pioli era meno conservativo, più propenso all’aggressione sull’uomo e all’anticipo, meno portato all’attesa. Spalletti ha un approccio totalmente diverso: la squadra è più lunga, la linea difensiva sfrutta la densità creata dai centrocampisti che si abbassano e intasano gli spazi costringendo l’avversario ad allargare il gioco o cercare soluzioni più complicate come il cross o l’imbucata. Una fase difensiva ideale, insomma, per sfruttate ed esaltare le doti di Miranda che non brilla per velocità ma ha sempre avuto una grandissima predisposizione alla marcatura preventiva. In una difesa a maglie più strette, ha maggiore facilità di lettura e può esaltarsi sia nell’anticipo, di testa o di piede, e persino prendersi la libertà di costruire l’azione. Insomma un calciatore ritrovato che può fare ancora molto comodo. Non a caso resterà ancora, per altri due anni almeno, al centro della difesa e del progetto tecnico nerazzurro.