Luigi Pellicone

Cronaca di una fine annunciata. Il Modena era solo una bomba ad orologeria. E quando è esplosa ha lasciato solo macerie. Dopo i due 0-3 a tavolino incassati conto il Mestre e l’Albinoleffe e l’inevitabile penalizzazione in classifica, i canarini sono rimasti senza speranza, stadio e campo d’allenamento. Non è un fallimento, anche se i tifosi ne hanno già celebrato da tempo il “funerale”. Una contestazione civile quanto amara, andata in scena prima che il Comune scrivesse la parola fine a questa storia.

I tifosi del Modena celebrano il “funerale” della società

 

Sfrattati e sgomberati

La storia di queste ore del Modena è amarissima. Sgomberati dalla municipale. Una squadra di calcio costretta a lasciare lo stadio. Tutto ciò che era della società è stato pignorato. Borsoni compresi, al punto che i calciatori hanno portato via i loro effetti personali in sacchi di plastica. Incredibile. L’intervento della Polizia Municipale ha chiuso un percorso iniziato nelle scorse settimane, quando il Comune ha revocato la concessione dello stadio e completato l’opera portandosi via persino gli arredi. Il tutto ovviamente, con spese a carico della società gialloblu.

Una vera e propria gogna pubblica

Il comune contro la squadra di calcio della città. Storie difficilmente riscontrabili. Una macchia destinata a sporcare la storia di una società che ha conosciuto la serie A e l’ha anche difesa con dignità. La parabola non si è ancora conclusa: il nuovo proprietario, Aldo Taddeo, deve versare 330 mila euro di stipendi ai calciatori che hanno già provveduto a preannunciare la messa in mora delle società. Intanto ci sarebbe anche un campionato da onorare. E la Lega sta trovando una soluzione sostenibile per garantire la regolarità del girone B. Si è già chiesto “asilo” al Carpi, che ha negato la possibilità. E adesso?

Il Modena è solo l’ultimo caso di una lunga serie

La Serie C a 60 squadre, alla luce dei fatti, fra ripescaggi e fallimenti prima del campionato e in corso d’opera, è fuori portata. O, perlomeno, da rivedere sotto l’ottica di parametri differenti. I precedenti casi di Messina, Mantova, Macerata e Ancona sono un fardello piuttosto pesante. La nuova Serie C si basa una riforma che prevede una sorta di “licenza”. Per partecipare al campionato sarà necessario rispettano alcuni parametri di affidabilità economica. Un rimedio a questo punto assolutamente necessario.