Matteo Muoio

Il Monaco vola ai quarti di Champions, il City di Guardiola torna in Inghilterra a leccarsi le ferite. Un’impresa, nemmeno troppo. Perchè il club del Principato quest’anno è una delle più belle realtà del calcio europeo. A 9 giornate dal termine, i monegaschi guidano la Ligue 1 con 3 punti di vantaggio sul PSG e rischiano di interrompere la tirannia parigina dopo 4 anni . In più, a dicembre hanno superato da primi un equilibratissimo girone di Champions con Tottenham, Leverkusen e CSKA; in questa competizione, poi, sono la squadra con l’età media più bassa, 24,8 anni. In Europa hanno segnato più di tutti, ben 119 gol tra tutte le competizioni, subendo però più di ogni altra big dei 5 maggiori campionati (61 reti incassate). Una squadra votata all’attacco e al bel gioco, che sta mettendo in mostra talenti eccezionali in ogni reparto. Giovane, folle e bello questo Monaco. Eppure inizialmente il piano societario era differente.

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La carica dei monegaschi prima del match contro il City

L’avvento russo e il divorzio della svolta

Per parlare di questo Monaco bisogna tornare al dicembre 2011; la squadra è in Ligue 2 dopo l’incredibile retrocessione dell’anno precedente. Viene rilevata dal magnate russo Dimitrij Rybolovlev, titolare della società Monaco Sport Invest, deciso a far tornare il club del Principato ai vertici del calcio francese ed europeo. Non ci riesce subito e per il secondo anno di purgatorio si affida all’italiano Ranieri, che nel maggio 2013 festeggia la promozione in Ligue 1 con i suoi ragazzi. Niente anno di transizione, la campagna acquisti è faraonica: 70 milioni di euro al Porto per Moutinho e James Rodriguez, 60 all’Atletico Madrid per Radamel Falcao, 20 al Siviglia per Kondogbia e ingaggi pesanti agli svincolati Carvalho e Abidal. Il secondo posto del 2013-2014 è la naturale collocazione dei monegaschi, che si preparano a scalzare il PSG. Non fosse che in primavera il patron Rybolovlev divorzia dalla moglie Elena, cui è costretto a versare 534 milioni di euro; gli va pure “bene”, considerando che in primo grado era stato condannato a sborsare 3,2 miliardi di euro, la metà esatta del suo patrimonio. La disastrosa vicenda coniugale ha inevitabilmente ripercussioni sul Monaco. Bisogna ripensare il progetto tecnico: stop alle spese folli e via alle cessioni eccellenti. Dopo il Mondiale brasiliano James Rodriguez viene venduto a peso d’oro al Real ( 80 milioni), Falcao si trasferisce in prestito onerosissimo (12 milioni) allo United e con quei soldi viene finanziato un mercato basato su giovani di ottima prospettiva, come i successivi. In panchina arriva il portoghese Jardim, reduce da una grande stagione allo Sporting. Giovane, ambizioso e preparato: nel 2014-2015 centra il terzo, risultato replicato anche lo scorso anno. Da registrare, nell’estate 2015, altre tre importantissime operazioni in entrata, con Kondogbia, il gioiellino Martial e Ferreira Carrasco che si trasferiscono rispettivamente ad Inter, Manchester United e Atletico Madrid per un totale di 140 milioni. Le esperienze in coppa (Champions ed Europa League) non sono esaltanti.

Il patron Ryblolovlev e la sua ex moglie Elena

DA LEMAR A MBAPPE’, DA SILVA A FABINHO. I TALENTI DEL MONACO
Ora, i talenti arrivati grazie alle grandi plusvalenze degli anni passati sono cresciuti, alcuni definitivamente esplosi. Altri sono arrivati dall’ottimo settore giovanile, altri ancora sono stati presi in estate. Il Monaco è una miniera d’oro. Talenti e potenziali crack in ogni reparto, con cui Jardim ha costruito un 4-4-2 ( più 4-2-4 ) spettacolare e super offensivo. Partendo da dietro, sull’out mancino corre Benjamin Mendy, franco-senegalese classe ’94 arrivato in estate dal Marsiglia per 13 milioni. Piede interessante, corsa ( tanta ) e fisico. Gioca nell’under 21 francese, Deschamps lo tiene d’occhio per la Nazionale maggiore. A sostenere l’enorme peso offensivo, in mediana troviamo Fabinho e Tiemoué Bakayoko, entrambi in gol ieri contro il City. Il brasiliano, classe ’93, in realtà fino allo scorso anno giocava terzino destro: Jardim lo ha reinventato centrale di centrocampo con ottimi risultati. Ha raggiunto la Nazionale e ha gli occhi del Real Madrid e dello stesso City addosso. In realtà al Real c’è già stato, nel 2012 passò per il Castilla. Bakayoko ha 22 anni ed è arrivato nel 2014 dal Rennes. E’ il classico esempio del centrocampista moderno, gran fisico, piede educato e abile in entrambe le fasi. Anche lui under 21 francese. Sugli esterni danno spettacolo Bernardo Silva e Lemar. Il portoghese (classe ’94) in estate si è laureato campione d’Europa con la sua nazionale: classico funambolo lusitano, talento immenso che ha superato pure i problemi di discontinuità delle passate stagioni. Arrivato dallo Sporting nel gennaio 2015 per 15 milioni, ora ne vale 40. Chiedere a Wenger. Di Lemar ( classe ’95) se n’è parlato molto nelle ultime due sessioni di mercato, anche in ottica Serie A, con Milan e Juve che hanno chiesto informazioni. E’ considerato uno dei migliori talenti del calcio francese, ha fatto tutta la trafila delle nazionali giovanili e nel 2015 ha esordito con i grandi. Ad inizio carriera, nel Caen, lo paragonavano a Wiltord, probabilmente diventerà molto più forte dell’ex Arsenal.

Thomas Lemar, arrivato dal Caen nel 2015 per 4 milioni

Dulcis in fundo, la punta di diamante.  Kylian Mbappè, 18 anni compiuti lo scorso dicembre, in patria il nuovo Henry. Certo, appiccicare etichette così pesanti è sbagliato e anche ingiusto, ma a vederlo giocare il paragone è quasi scontato. Mettiamoci pure che il percorso del giovanissimo attaccante franco-camerunense è pressoché identico a quello dell’ex Arsenal, avendo frequentato la prestigiosa accademia calcistica di Clairefontaine per poi trasferirsi nelle giovanili del Monaco. Come Henry è veloce, potente e allo stesso tempo dotato di una tecnica sopraffina. Ad Henry ha tolto il primato di più giovane marcatore nella storia del club, con la prima rete in carriera segnata al Troyes il 20 febbraio 2016, a 17 anni e 62 giorni. In questa stagione ha già siglato 17 gol tra campionato e coppe: l’11 febbraio, contro il Metz, è arrivata la prima tripletta in Ligue 1, un’altra l’aveva realizzata a dicembre in Coupe de la Ligue. All’andata, contro il City, ha trovato la prima gioia personale in Champions, si è ripetuto pure ieri sera; è il secondo più giovane marcatore della fase finale dopo Bojan Krkic. Numeri e talento sono dalla sua parte, siamo di fronte alla next big thing del calcio transalpino.

Kylian Mbappè, 10 gol in questa Ligue 1