Redazione

A vedere le date nelle caselle del mercato in entrata, ai tifosi della Roma sarà venuto il coccolone. A loro, abituati negli ultimi anni ai classici mercati d’agosto di Sabatini, basta portare gran parte dei nuovi arrivi a luglio e, più o meno, è già festa grande. Poi però è arrivato il campo e anche il tempismo di Monchi nel concludere gli acquisti ha lasciato spazio a qualche dubbio. Che è normale e lecito, dato che il calcio di agosto non offre mai abbastanza certezze sulla reale condizione delle squadre. Ci vuole il campionato, il vero banco di prova, per capire quanto e a che livello le rivoluzioni hanno funzionato.

La Roma arriva ad una settimana dall’inizio del campionato con qualche piccola gatta da pelare. Complice anche un po’ di sfortuna e l’arrivo del nuovo tecnico, nonostante una preparazione svolta a ranghi pressochè completi tra il Trentino e gli Stati Uniti, non è semplice cercare di capire quale squadra giallorossa vedremo all’esordio contro l’Atalanta. Dal punto di vista del gioco, che dopo poco più di un mese non può certo essere fluido e dinamico come vorrebbe Di Francesco, ma soprattutto degli uomini in campo. L’impressione è che il tecnico opterà per la formazione schierata a Siviglia, in attesa di tentare qualche altro esperimento a Vigo contro il Celta. Ma anche l’undici che ha conteso il Trofeo Puerta agli andalusi pone qualche interrogativo.

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Il direttore sportivo della Roma Monchi insieme a Mauro Baldissoni, a.d. dei giallorossi.

Manca l’esterno destro, ma non è una novità

Il primo, il più ovvio, è quello sul famoso esterno destro alto, la pedina mancante alla rosa di Di Francesco. Mancante numericamente, ma anche come concetto di gioco, dato che nella notte spagnola ci ha pensato Defrel a prendere quella posizione. Esatto, proprio quel Defrel che, parola del tecnico, era arrivato a Roma per fare l’attaccante centrale, il vice di Edin Dzeko. E che invece Di Francesco, che agli adattati preferisce di gran lunga gli specialisti, ha adattato più volte nel ruolo che è stato di Mohamed Salah. Necessità virtù, perchè il giovane Ünder è arrivato con tutta la buona volontà e con l’entusiasmo dei suoi vent’anni, ma evidentemente l’allenatore non si fida ancora del tutto ad affidargli la maglia da titolare.

A risolvere la situazione doveva pensarci Riyad Mahrez (o chi per lui), obiettivo giallorosso da ormai un mese, che tutti più o meno si aspettavano già in rosa massimo all’inizio di agosto. E invece non se ne è fatto niente, il Leicester continua a nicchiare (anzi, lo schiera titolare all’esordio in Premier) e da quelle parti la Roma arriva al suo debutto ufficiale con la coperta parecchio corta. Inutile sperare in un acquisto lampo, di Mahrez o di chicchessia. In una settimana non ci sono i tempi tecnici e tattici per permettere a qualcuno di inserirsi immediatamente in questa Roma. A meno che non si tratti di qualcuno già a conoscenza del calcio di Di Francesco, come ad esempio Berardi, che però pare uscito definitivamente dai radar di Monchi.

In difesa scelte obbligate ed una esclusione eccellente

Ci si è messa la sfortuna, si diceva, che costringerà il tecnico abruzzese a scelte obbligate, almeno sulle due fasce. Bruno Peres e Kolarov, non si discute. Il brasiliano deve sostituire il nuovo arrivo Karsdorp, che ci sta mettendo un po’ più del previsto a riprendersi dall’operazione al ginocchio subita giusto qualche giorno dopo il suo acquisto (e già prevista dalla società al momento di sottoscrivere i contratti), Dall’altro lato, complice la lungodegenza di Palmieri, c’è Kolarov, uno dei nuovi, un veterano a cui sono bastati pochi giorni per sembrare a Roma da una vita. In realtà c’è già stato, una vita calcistica fa, ma poco gli importa. Il calcio è calcio e se dovesse segnare nel derby (come gli è già accaduto con la maglia della Lazio) esulterà.

Al centro della difesa la Roma si è presentata a Siviglia con la coppia Manolas-Hector Moreno, che probabilmente saranno i due che inizieranno il campionato davanti ad Alisson. A proposito, il portierone ha ricevuto parecchie critiche dopo il match in Spagna, con molti tifosi che sembrano rimpiangere Szczesny. Match di mercoledì a parte, in giro c’è scarsa fiducia nei confronti del numero uno della Seleçao. Che però ha già un anno di esperienza nella Capitale e quindi già sa che gli conviene fare orecchie da mercante e convincere sul campo. Tornando alla difesa, resta fuori Fazio, quello che con la difesa alta sembra soffrire di più rispetto agli altri. Retroguardia in costruzione quindi, con la possibilità di un’aggiunta più o meno significativa una volta risolto lo stallo per l’esterno d’attacco.

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Kostas Manolas

Centrocampo promosso, ma occhio al turnover

Centrocampo intoccabile, con De Rossi, Strootman e Nainggolan, ai quali spetta il compito di inserirsi sempre più rapidamente nel 4-3-3 di Di Francesco e di esprimersi al meglio, facendo risaltare le proprie qualità. Ma Gonalons e Pellegrini scalpitano e addirittura Gerson in questa stagione sembra poter dire la sua. Occhio quindi a non adagiarsi. Il turnover non guarda in faccia nessuno. Chi il turnover non sembra soffrirlo è Diego Perotti, nel senso che ha giocato tutte le amichevoli e sarà regolarmente al suo posto anche nel match contro l’Atalanta. Anche perchè il suo diretto concorrente, Stephan El Shaarawy, si sta riprendendo da una fastidiosa lombalgia. Sarà a breve in campo coi compagni, ma non avrà fatto neanche un allenamento con Di Francesco. E sebbene la sua capacità di attaccare la profondità sembri perfetta per gli schemi del tecnico, ci sarà da vedere la risposta in azione. Detto dell’esterno destro, che in attesa di buone notizie sarà Defrel, resta l’ultima maglia da assegnare, che a maggior ragione resta sulle spalle di Edin Dzeko. Il Cigno di Sarajevo sta lavorando molto sui movimenti ed è perfetto per lanciare le ali in profondità. C’è ancora qualcosa da rivedere nella capacità di attaccare personalmente la linea difensiva, ma il bosniaco è al momento uno dei punti fermi della squadra.

Insomma, più di qualche scelta obbligata e un po’ di grattacapi per Di Francesco, che sperava di presentarsi al via con una rosa già completa e totalmente avviata nel percorso di apprendimento dei suoi dettami tecnici. Non è accaduto, perchè le vie del mercato sono pressochè infinite e perchè la sfortuna è coinquilina ben conosciuta dalle parti di Trigoria. Ma questo non significa molto. Le indicazioni ricevute finora sono tutte un po’ falsate dal calcio di agosto, dai carichi di preparazione, dalla naturale tendenza a non strafare in amichevole. E quindi, nonostante l’immancabile catastrofismo dei tifosi giallorssi, nell’ambiente c’è comunque fiducia. Se è ben riposta, ce lo dirà (forse) la trasferta di Bergamo.