Luigi Pellicone

La stagione della Roma si apre con un pareggio e un paio di buone e cattive notizie. La squadra ha un’identità: corta, organizzata, ben messa in campo e con un apprezzabile impianto di gioco. Però, manca qualcosa. Precisamente, un esterno alto a destra. Iturbe ha giocato, male (figurarsi) la sua chance contro il PSG. É di passaggio. La casella è ancora senza padrone. Arriverà un mancino. 

Monchi, che ha quasi già regalato (nel senso pieno del termine) Kolarov, è pronto all’ultimo sforzo. Probabilmente, nella sua agenza, l’appuntamento è già fissato e la trattativa conclusa. A prezzo ragionevole, of course, abbinando grande esperienza e qualità.

Monchi, il re dei tiri mancini

Sembra facile. Per R.R.Verdejo, lo è: il direttore sportivo della Roma è il re dei tiri mancini. Di nome e di fatto. I nomi hanno spiazzato tutti: Moreno, Under, Kolarov: tutti (tranne Defrel) lontani da idee, fonti, ipotesi e pronostici degli addetti i lavori. Dunque, se tanto dà tanto, è lecito attendersi che anche Mahrez sia uno specchietto per le allodole. O forse no…

Kolarov (o Barreca) va bene, manca un Salah

L‘unica certezza che rimane dalla notte americana è che è mancato tantissimo, un… Salah. Dzeko orfano del suo “gemello” è rimasto spesso avulso dal gioco e non ha avuto molti palloni giocabili. I numeri parlano chiaro: con il bosniaco in campo, la Roma versione Di Francesco fatica a trovare la profondità: nessuna azione d’attacco degna di nota e, nei primi 45′ la miseria di un tiro in porta. E in generale, la squadra fatica ad “accendersi” negli ultimi sedici metri. L‘eredità dell’egiziano è cospicua: 19 gol e 12 assist, tantissima roba. Ecco perché il sostituto deve essere un calciatore capace di coniugare corsa, qualità e finalizzazione.

Profumo di Mahrez: intrigante o fuorviante?

Il tiro mancino dei sogni è Mahrez. L’algerino servirebbe alla Roma come il pane. Esterno ideale per il 4-3-3. Un calciatore da doppia cifra che corre, imposta, taglia, segna, fornisce assist. In due parole, l’ideale. Le controindicazioni sono note: costa molto e ha un ingaggio poco sostenibile. E poi, sinora, i colpi di Monchi non coincidono con i pronostici. E se il profumo di Mahrez fosse l’ennesimo depistaggio?

Un bel rebus. Gli indizi per decifrarlo? Nomi apparsi in poche ore e trattative che si concludono rapidamente e a costi non elevatissimi. Con l’ausilio della logica, vengono in mente due o tre profili.

suso

Suso, possibile idea di Monchi

In primis, Suso. Potenziale esubero del Milan. Non è un nome che fa strabuzzare gli occhi, ma è funzionale alle esigenze del tecnico. Poi, più defilato, ecco Shaqiri: dopo un esperienza non certo esaltante con l’Inter, potrebbe tornare in Italia per giocare la Champions e mostrare a chi l’ha scaricato di essersi sbagliato.