Luigi Pellicone

Intrappolato nella rete. Le frasi di Monchi sono disseminate lungo l’autostrada virtuale. Di certo, il DS giallorosso non ha peli sulla lingua. Ecco, sinora, i ten talking points del dirigente spagnolo. Una hit parade niente male. La sensazione è che ci saranno altre “perle”. Intanto, ecco la prima collana, dalla prima all’ultima, in rigoroso ordine di importanza.

  1. Non sono qui per vendere, ma per vincere. Monchi ha un suo modo di agire sul mercato. Nessuno è incedibile, ma al giusto prezzo. Per “giusto” si intende esattamente la cifra che ha in mente. Qualcuno vuole discutere un modus operandi che ha prodotto cinque Europa League al Siviglia? E sopratutto, chi ha i parametri per giudicarne l’operato, considerando che la stagione non è neanche iniziata? Bene. La critica preventiva non piace né ha senso. I cavalli si vedono al traguardo, non alla partenza.  
  2. Si può anche vendere. Il vero problema è comprare male. Il metodo Monchi, al Siviglia, si basava sulle plusvalenze. E ha prodotto risultati eccellenti. Il dirigente spagnolo sa vendere e anche bene. Il vero problema, appunto, consiste nel non sbagliare acquisto. Tradotto: i soldi incassati, non cambiano valore. Quelli investiti possono generare nuova ricchezza, se il calciatore ripaga le attese. Altrimenti il fallimento tecnico coincide con una perdita di denaro. Inaccettabile. Ecco perchè Monchi ama vedere la merce, prima di staccare assegni.
  3. Rudiger ha zero possibilità di lasciare la Roma. Una delle frasi più contestate in assoluto. In realtà non c’è alcunchè su cui discutere. Monchi non ha detto bugie. In QUEL PRECISO momento in cui rilascia la dichiarazione, non c’è trattativa. Anche perchè Manolas ha un piede e quattro dita lontano da Trigoria. Il mercato ha poi rivoluzionato la situazione e confermato il “Metodo Monchi”. Nessuno è incedibile, ma il prezzo lo facciamo noi. Infatti Rudiger è partito a 40 milioni. Non a 30. 
  4. Preferisco acquistare ciò che voglio ad agosto, piuttosto che un ripiego subito. Anche questo è un segnale estremamente indicativo. E per certi versi, riporta al punto due. Non si compra per comprare. Si acquista per potenziare effettivamente la rosa a disposizione del mister. Completarla qualitativamente, prima ancora che numericamente, è indispensabile per garantire successo. Le scelte, fra l’altro, sono figlie di lunghi confronto con l’allenatore. Monchi stima, ricambiato, Di Francesco. I due si sono confrontati. Da qui, a parlare di litigio, ce ne corre. 
  5. Molti giocatori che verranno a Roma non sono stati mai nominati. Vero. Nessuno si aspettava Gonalons. Acquistato a 5 milioni di euro. Nè Moreno. Entrambi sono stati accolti con diffidenza, come fossero gli ultimi arrivati. Per la cronaca, si parla del centrocampista capitano della squadra semifinalista in EL (e che ha eliminato la Roma) e del leader difensivo del Messico, protgonista nella Confederations Cup.
  6. “Totti? Ha un contratto da dirigente. É il suo ultimo anno da calciatore”. Monchi mostra immediatamente “los huevos”. Si presenta per la prima volta davanti alla stampa romana e, senza battere ciglio, risponde alla domanda sul futuro del Capitano, sbattendo in faccia alla platea una verità che nessuno, sinora, aveva detto. Monchi è il “boia”? Tutt’altro. É l’unico che ci mette la faccia.
  7. Defrel? Non compreremo giocatori a un prezzo che non rispecchi il valore di mercato. Questa dichiarazione è una risposta a chi crede che Monchi avesse bisogno di aiuto o di un certo periodo di apprendistato al suo primo anno in Italia. Nessuno può pensare di prendere per il collo Ramón Rodríguez Verdejo. A certe cifre, Monchi neanche si siede a parlare. Per la serie. Colpirne uno per educarne cento.
  1. Il campionato non si vince a novembre, ma a maggio. Così una squadra non è fatta l’8 luglio ma il 31 agosto. Occorre pazienza. Certo, vallo a spiegare ai tifosi che sono rimasti perplessi (eufemismo) di fronte alle partenze di Rudiger e Salah. Eppure tante squadre, Juventus compresa, ricorrono alla cessione dei titolari per acquistare altri giocatori. Pogba, per Higuain, tanto per non fare nomi. Monchi ha venduto due titolari e un ricambio. E sono arrivati un titolare Karsdorp. Uno dei migliori talenti emersi nell’Europeo Under 21: Pellegrini. E due calciatori di caratura internazionale. Le cessioni sono finite. La Roma non venderà altri big. Ed ha un tesoretto quasi a 3 cifre per completare il proprio mercato. Che fretta c’è?
  2. Totti? Questa è casa sua. Non deve neanche bussare, ha le chiavi di casa. Ci auguriamo che sia con noi. Ancora su Totti. La sua assenza era più forte della presenza della Roma stessa. Per l’ex capitano si parlava di un futuro da direttore tecnico. Fosse stato così, Totti sarebbe già sulle Dolomiti accanto a Di Francesco. Evidentemente, c’è da trovare un accordo. Che ancora non c’è. Prima dell’imbarco direzione USA, il futuro sarà chiaro.
  3. CI VEDIAMO AL CIRCO MASSIMO Eccallà, come si dice a Roma. Proclama infausto. Spesso, chi si lascia andare a certe esternazioni di ottimismo esagerato si ritrova l’effetto boomerang dritto in faccia. Roba da lasciarci gli incisivi. Evidentemente Monchi intende costruire una squadra competitiva per vincere. E non c’è motivo per pensare a qualcosa di diverso. La sua carriera è caratterizzata da cessioni importanti e acquisti di carneadi che poi diventano big più forti di chi li ha preceduti. La Roma non vincerà lo scudetto, probabilmente. Però il senso di quelle parole è un altro: esserci. Lottare per vincere.    

Ovviamente, sono libere interpretazioni. La certezza, però, è che questo spagnolo ha due p…ersonalità che gli fumano. A Roma, i proclami sono pericolosissimi. Per farli, o si è folli. O si è assolutamente sereni. Ecco. Appunto: Monchi appare molto sereno.