Elisa Ferro Luzzi

“C’era un ragazzo che come me, amava i Beatles e i Rolling Stones” cantava Gianni Morandi nel 1967, all’apice della sua carriera da cantautore. Nello stesso anno Emiliano Mondonico, che oggi compie 70 anni, avrebbe fatto di tutto pur di assistere ad un concerto della band di Brian Jones e Mick Jagger. L’ex allenatore di Cremonese, Torino, Atalanta, Fiorentina, Napoli, Albinoleffe e Novara, oggi commentatore molto richiesto in tv, nel 1967 aveva 20 anni e vestiva la maglia della Cremonese. E aveva una grande passione per il gruppo britannico, che in quel momento dominava il panorama musicale mondiale insieme ai Beatles. Tanto da farsi squalificare pur di assistere al loro concerto.

mondonico cremonese

Mondonico stella della Cremonese 1967-68 (foto sportgrigiorosso.it)

Mondonico e quell’espulsione per vedere gli Stones

Ma andiamo con ordine. Sabato 8 aprile 1967: al Palalido di Milano ci sono i Rolling Stones per due concerti, uno pomeridiano e uno serale. Sugli spalti il giovane e promettente giocatore della Cremonese Emiliano Mondonico: una buona ala, famoso per i dribbling, cresciuto a Rivolta d’Adda e figlio di ristoratori con il pallino del football praticato all’oratorio. Dopo anni tra i dilettanti nel suo paese d’origine, Emiliano viene tesserato dalla Cremonese per una stagione di Serie D e una di Serie C. E durante quel sabato di primavera mette a repentaglio la carriera per vedere dal vivo Jagger e compagni. Questo il suo racconto a lisolachenoncera.it:

“Brian Jones era seduto su una sedia di legno, simile a quella che ho alzato ad Amsterdam. Era uno spettacolo diverso da tutti. Noi eravamo abituati a Orietta Berti, a Nilla Pizzi, a Celentano. Era sconvolgente, ti prendeva…Mi sono fatto squalificare la domenica precedente. Gli Stones avrebbero suonato al sabato sera ed è chiaro che la trasferta sarebbe partita il sabato pomeriggio. Dovevamo giocare a Mestre. Mi sono fatto espellere. Fisicamente non ero in grado di fare dei falli e allora ho cominciato a lanciare improperi all’arbitro. Quando lui si girava per vedere chi era, mi giravo anch’io. E non riusciva a capire chi fosse l’autore delle provocazioni. Alla fine, ha compreso. “È lei che mi ha insultato per tutta la partita?” L’importante era che mi buttasse fuori, così da potere andare a vedere gli Stones. Oltre a Brian Jones, Mick Jagger, un animale da palcoscenico. Da Tony Dallara che faceva il falsetto, mi trovavo di fronte a Jagger. Eravamo abituati a Sanremo… In quel periodo erano i capelli che facevano la differenza. Noi obbligati da sempre alla sfumatura alta… La grande rivoluzione era avere i capelli lunghi. Era un grande contraltare con i genitori. Siamo entrati nel pomeriggio e poi ci siamo nascosti per sentire anche il concerto della sera”

rolling stones 1967

Il concerto dei Rolling Stones a Milano nel 1967

LA PARTITA VINTA CONTRO IL TUMORE
Una scappatella obbligata quella di Mondonico, che non è costata molto a Mondonico visto che è poi diventato il faro della Cremonese: in due anni ha accumulato 46 presenze impreziosite da 19 gol, guadagnandosi l’appellativo di “terrore del Po”. La sua carriera da giocatore è poi proseguita con Torino, Monza, Atalanta e ancora Cremonese; quella da allenatore in Cremonese, Como, Torino, Atalanta, Napoli, Cosenza, Fiorentina, Albinoleffe e Novara. Ma la partita più grande “Mondo” l’ha vinta nel 2012, a 65 anni, quando ha definitivamente sconfitto un tumore che lo ha costretto a due interventi. “Il cerchio si è chiuso – ha commentato soddisfatto al termine della vicenda -. Mi mancava soltanto una cosa per risentirmi l’uomo che ero e ora l’ho avuta”. E, in perfetta salute, è arrivato a festeggiare 70 anni. Auguri!