Redazione

Milan, Atene non è una trasferta qualsiasi. La capitale greca è legata a doppio filo rossonero ai successi in Europa del grande Milan. Questo, invece, è un (bel) po’ più piccolino e in cerca di credibilità e fiducia. Più che Atene, sembra…Rodi. Il Milan deve  cadere in piedi, altrimenti rischia di farsi davvero male. Per non affogare nel mar Egeo, Montella potrebbe affidarsi a Montolivo e Bonucci. Due capitani. Due che, per motivi diversi sono in cerca di riscatto.

Bonucci deve riprendersi la leadership

Leonardo Bonucci ha toccato il fondo con la gomitata che ha rotto la faccia a Rosi e il feeling con parte dei tifosi, a cui ormai è inviso. Accolto come eroe epico, ora da una frangia della curva è quasi reietto come uno dei peggiori acquisti della storia rossonera. Bonucci ha il dovere, in primis per se stesso, di trovare serenità. E poi di riprendere in mano, sul campo e non sui social network, come gli è stato rimproverato, la difesa. Il capitano rossonero ha esaurito le attenuanti generiche e deve tornare uno dei top player europei. Il talento non può essersi perso in 147 chilometri.

Montolivo vuole dimostrare qualcosa ai tifosi e a Montella

Riccardo Montolivo è stato il più penalizzato dalla scelte di Montella. In primis, ha dovuto lasciare (chi sa se con il consenso dello spogliatoio, come dicono i più maligni) la fascia di capitano a Bonucci. Poi, dopo un buon avvio di stagione, arricchito anche da 3 gol in quattro partite ha perso il posto e non lo ha più ritrovato. L’infortunio che lo ha frenato è stato smaltito da tempo. La frustrazione per l’essere finito in fondo alle gerarchie senza alcuna giustificazione tecnica, considerato l’appannamento di Biglia e il rendimento non eccelso di Locatelli, invece no.

Non a caso il “Monto” starebbe valutando l’addio sin dal prossimo gennaio, specialmente se i play off dovessero consegnare all’Italia il pass per il prossimo mondiale. Montella, con ogni probabilità, gli chiederà una mano. Montolivo, sicuramente, risponderà da grande professionista, cercando di dimostrare sul campo al suo allenatore che la bocciatura è stata affrettata. Anzi, quasi immeritata.