Redazione

Spal, partita da vincere. Il Milan calha il suo numero dieci. Calhanoglu in campo dal primo minuto contro gli estensi? Probabile. E facilmente spiegabile. Montella sogna un “bis” di Vienna. Chiudere la pratica presto e bene, sfruttando la qualità del turco sulla trequarti.

A Vienna, da primo violino

Calhanoglu, a Vienna si è giovato della presenza dei tre difensori centrali e di due mediani “guardaspalle” . Una rivoluzione tattica cucita addosso al turco che ha un ampio ventaglio di scelte. Può dialogare con il centrocampista, cercare l’esterno in sovrapposizione o il pallone filtrante per i due attaccanti, tentare la soluzione personale. Liberarlo al tiro dai sedici metri equivale a un calcio di rigore. Nel 3-5-2, intrinsecamente un modulo prevedibile, il turco rappresenta la variabile impazzita, l’anarchico che può rovesciare i destini del match: ecco perché è cosi decisivo, specialmente se liberato dai compiti difensivi. La domanda è se Calhanoglu può giocare solo lì e con questo modulo, sorretto da una squadra operaia che ne supporti il talento.

Difficile collocazione nello spartito tattico

Montella ha detto che Bonaventura e Calhanoglu possono coesistere. Come? Il turco sembra meno collocabile nell’impianto di gioco rossonero. può anche completare il passaggio da trequartista a interno, senza perdere efficacia in fase offensiva. Certo, è complicato assegnare compiti tattici a un calciatore fantasioso ma anarchico. L’unica soluzione praticabile è anche quella più remota: rinunciare a Suso. L’alternativa: utilizzarlo come seconda punta, spostare il turco sulla trequarti e liberare la casella in mediana per Bonaventura.

Con la Spal, nessuno più utile del “10”

In qualsiasi caso, contro una squadra organizzata come quella di Semplici, Calhanoglu giocherà. Nessuno come lui può essere utile per muoversi sulla trequarti e innescare il cortocircuito fra le linee della difesa spallina. Il turco sa svariare, portarsi via l’uomo, sfruttare la sublime visione di gioco. E, soprattutto, costituisce una soluzione in più dalla distanza. Calhanoglu appartiene a quella cerchia ristretta di calciatori che con una giocata possono cambiare il corso di una partita. Ed è per questo che in una partita a forte rischio “arrocco” da parte degli avversari, il suo genio può essere determinante.