Redazione

Possibile che sia lui l’intoccabile. Attaccato dagli esperti, accusato di avere poco senso tattico. Eppure, alla prima senza di lui il Milan è naufragato. Andrea Conti è l’unico infortunato del Milan. E, a…conti fatti, la sua assenza è pesata tantissimo.

Coraggio e determinazione

Il Milan ha perso i riferimenti difensivi senza il suo esterno.  Conti, che non ha mai paura di prendere l’iniziativa, si stacca spesso dalla linea difensiva per affrontare l’avversario e anticiparlo sul tempo. Metodo rischioso, per un terzino, ma le sue uscite sono puntuali. Garantiscono il recupero del pallone e il ribaltamento dell’azione. Conti legge la linea di passaggio e si fa trovare fra pallone e avversario. Se invece deve concedere qualcosa, lascia l’esterno, consapevole dei propri mezzi fisici e tecnici. In anticipo è fra i migliori esterni bassi del campionato. In velocità è praticamente insuperabile. E non si sposta facilmente se prende campo e velocità. Ecco perché la sua assenza, anche in fase di copertura, è una discriminante fondamentale.

Ideale (forse anche meglio) anche nella difesa a tre

Qualora Montella decidesse di passare alla difesa a 3, la presenza di Conti assumerà un ruolo chiave: liberato dai compiti di marcatura e libero di sprigionare il suo impatto fisico lungo la fascia, può diventare devastante. Il ragazzo ha dei numeri straordinari: lo scorso anno 129 interventi di recupero (si viaggia su una media di 5 a partita) hanno generato 15 occasioni da gol. Dieci reti sono nate da una sua azione o un suo assist. In più 5 soddisfazioni personali. Tantissimo, per un esterno basso in grado di interpretare indifferentemente la fase di possesso e quella difensiva. Conti è un calciatore in grado di coprire due ruoli, con una maggiore predilezione da esterno a tutta fascia, considerando che i rischi presi dalle sue uscite per anticipare l’uomo e ribaltare l’azione possono essere ridotti dalla presenza di un centrale pronto a scalare alle sue spalle.