Redazione

Povero Montella, non ha fatto neanche in tempo ad essere felice di aver testato con successo il 3-5-2 (e a far capire che avrebbe continuato su quella strada, seppur con qualche aggiustamento), che il grave infortunio di Andrea Conti gli crea parecchi problemi. Sei mesi senza il terzino, arrivato in estate per circa venticinque milioni, che per il nuovo modulo era perfetto. Spiccate doti offensive, bravo quanto basta quando la palla ce l’hanno gli altri, il classico esterno a tutta fascia che sembra nato per il 3-5-2. Il ragazzo di Lecco aveva convinto anche a 4, ma in questa collocazione tattica sarebbe probabilmente stato devastante. Poi il crac, a rinviare la prova del nove a inizio 2018.

Le opzioni a disposizione: Abate e Calabria

E Montella, che fa? Pensa, ragiona, valuta. I ricambi in rosa ci sono, ma sono all’altezza? Anzi, per non far torto ad Abate e Calabria, sono adatti al nuovo modulo? Il più vecchio sì, il più giovane…nì. Anzi, più no che sì, dato che Calabria la difesa a tre non l’ha mai vista neanche in cartolina. Le sue presenze con Mihajlovic e con lo stesso Montella sono state tutte in una linea a quattro e il ventenne è più un classico terzino che un esterno in grado di fare la differenza in avanti. Abate la sua fascia la conosce meglio, al punto che a volte ha fatto addirittura l’ala destra. E infatti, se il tecnico dovesse insistere con il modulo attuale, al momento sarebbe la prima scelta. Ma non è tutto così scontato. Vediamo le opzioni.

Proseguire con la difesa a 3

Squadra che vince, non si cambia. Fa niente che quello dell’Austria Vienna non fosse esattamente un campo inespugnabile, Montella ha avuto conferme sulla bontà del 3-5-2 ed era intenzionato a proseguire con quello spartito. E probabilmente lo è tuttora, perchè l’equilibrio che il centrocampo folto può regalare al Milan non è un elemento da sottovalutare. Difficile che il tecnico decida di rinunciare alla sua BBC, quell’asse centrale composto da Bonucci, Biglia e Calhanoglu, che sta muovendo i primi passi e che pare la soluzione migliore a disposizione del tecnico per qualità. Quindi Abate si prende la maglia? Sì, ma non sempre. Le altre opzioni sulla destra, magari per partite in cui ci sarà bisogno di maggior impatto offensivo, sono Bonaventura e l’onnipresente Suso, che potrebbe provare anche l’ebrezza di vestirsi da esterno a tutta fascia.

Tornare a 4: modulo viola

Se il prescelto invece dovesse essere Calabria, le cose cambierebbero. Perchè Calabria è un terzino, non un esterno da centrocampo e proporlo in quel ruolo lo snaturerebbe. Ma soprattutto non darebbe al Milan alcun vantaggio, anzi, potrebbe spegnere la verve offensiva della fascia destra. E quindi? Quando c’è il numero 2, si torna all’antico. Difesa a quattro, che piaccia o no. Ma con l’ennesimo cambiamento, almeno rispetto al 4-3-3 precedente. Lo schema adottato da Montella potrebbe essere più simile a quello della sua Fiorentina, un 4-2-3-1 in grado di coniugare il nuovo asse centrale con la necessità di essere incisivi sui lati del campo. Biglia centrale con Kessiè, Calhanoglu dietro le punte e…ovviamente Suso esterno d’attacco. Resterebbe il dubbio della prima punta. Kalinic o Silva? Ecco, altri problemi. Povero Montella…