Redazione

Difesa a 3 o a quattro? Trequartista o no? I dubbi tattici di Montella si riflettono su un Milan bello ma ancora non convincente al 100%. Il precampionato lascia in eredità un paio di dubbi sul nuovo modulo e la sensazione che il tecnico voglia iniziare la stagione con la linea a quattro. Un’idea che sarà riproposta anche nell’andata dei play off di Europa League contro i macedoni dello Shkëndija.

Alternative di uomini e di gioco ma la base?

Un bel rischio per una squadra che sembra avere le caratteristiche ideali per una difesa a tre. Musacchio, Bonucci, Romagnoli. Il trio titolare, sulla carta, è quello. Perfetto per il 3-5-2. L’argentino sul centro destra, il capitano al centro, Romagnoli sul centro sinistra. Sulle corsie laterali, Conti e Rodriguez. La scelta più logica in considerazione del materiale tecnico a disposizione. E invece no. Montella insiste su una difesa a quattro, dove uno è di troppo. Perchè? Il tecnico resta molto legato ad un modulo che lo scorso anno gli ha regalato l’Europa nonostante una stagione travagliata. E però, adesso che Romagnoli finalmente vede la luce in fondo al tunnel è il momento di tracciare il solco. Il ragazzo ormai si allena costantemente con il gruppo, ma Monella non ha ancora deciso di accantonare la linea a quattro, né di provarla in una partita ufficiale. Evidentemente il tecnico non si fida sino in fondo di Zapata. Altrimenti avrebbe già varato il nuovo modulo in attesa di recuperare il pilastro dell’Under 21.

Musacchio-Bonucci-Romagnoli. La sensazione  è che si dovrà ancora attendere qualche settimana…

Sconfessare il dogma per il trequartista?

Insistere sul 4-3-3, fra l’altro, significa rinunciare a, o limitare, anche Calhanoglu, una delle più belle sorprese di inizio stagione. Una scelta quanto mai complicata: il turco garantisce corsa e qualità oltre che soluzioni balistiche dalla grande distanza. Accolto con scetticismo, l’ex Bayer Leverkusen non era considerato indispensabile. Anzi. Nel 4-3-3 gioca come mezzala sinistra o esterno alto. Due ruoli che richiedono sacrificio e spirito di adattamento e ne mortificano il “piede”. Ecco perché l’assenza forzata di Biglia a centrocampo potrebbe ridisegnarne la posizione e restituirlo al ruolo di trequartista dietro le due punte con licenza di assist e conclusione personale. In questo caso Montella dovrebbe optare per il 4-3-1-2 o, chissà, per quel  3-4-1-2 che, a occhio e croce, resta il modulo ideale, considerando un centrocampo di fatica e l’inserimento di Andrè Silva e Suso. In attesa, ovviamente, di Mister X.