Redazione

Un precampionato incoraggiante. Un inizio stagione da urlo. Adesso, però, arriva il difficile. Confermarsi. Dimostrare che si è sulla strada giusta. Il percorso di Montella è iniziato nel migliore dei modi. Restano da risolvere alcuni contrattempi legati al modulo, agli uomini e al mercato. Le tre spine di un tecnico che deve e può restituire prestigio ai colori rossoneri.

1)Il Modulo: conviene davvero cambiare?

Il 4-3-3 sta regalando grandi soddisfazioni al Milan. Nessuna rete subita e tredici gol realizzati nelle uscite ufficiali. Numeri che testimoniano la bontà di una scelta. Il problema, adesso, è cambiare. Ma conviene? Questo Milan sembra costruito per il 3-5-2 con Musacchio Bonucci e Romagnoli centrali, sorretti da Conti e Rodriguez esterni. Un sistema che mortificherebbe, però, gli uomini che sinora si sono dimostrati fra i migliori. Suso, e uno fra i due attaccanti d’area. Un bel dilemma.  Risolvibile, certo, con il turnover. Montella ha per le mani un squadra estremamente malleabile, ma serve comunque uno spartito di base e meccanismi rodati. Urge una scelta. 3-5-2 o 4-3-3?

2) Ostaggi di Niang e delle sue bizze

Incredibile cosa stia accadendo questa estate: Niang è solo l’ultimo degli stressati da mercato. E fra i primi portabandiera di una odiosa moda. L’assenteismo finalizzato a incastrare la società per cui non si vuole più lavorare. Il Milan ha bisogno di venderlo. I suoi capricci rischiano di danneggiare seriamente il mercato rossonero. Era stato venduto a 23 milioni allo Spartak. Sentitosi trattato come un “pacco” ha deciso di impuntarsi. No, a Mosca non ci vado. Decido io dove trasferirmi. Vuole il Torino, che offre  12 milioni. Una bella differenza. La situazione non è facile, ma risolvibile. Serve un pizzico di buona volontà e buonsenso. Il Milan, per la prima volta in questa faraonica sessione di mercato, non ha il coltello dalla parte del manico in una trattativa. Anche peggio. É incudine. Dovrà scendere a patti e compromessi. E poi non ripetere più certi errori.

3) A questo punto è il caso di continuare a trattare i giocatori di Mino Raiola?

I rapporti con Mino Raiola sono ai minimi storici. Il procuratore di Niang è lo stesso di Donnarumma. Ed  ha alzato nuovamente il tiro contro la società: questa volta, rea di non aver mantenuto un promessa con Gigio. Raiola rimprovera al Milan una condizione. Aveva promesso al proprio portiere la fascia di capitano. Precisando poi che “non c’è alcun problema verso Bonucci, ma vorremmo capire…”. Capire cosa? Donnarumma non è stato accontentato in tutto e per tutto?  E adesso è disposizione di Montella. La scelta del capitano può essere sancita da un contratto? C’è qualcosa che è ancora sacro, nel calcio, e vale più dei soldi. Il gruppo. Lo spogliatoio. Concetti  che non interessano ad un agente (giustamente, dal suo punto di vista) impegnato a tutelare il proprio calciatore. Così, però, non si rischia di creare difficoltà?