Bobo Craxi

Continuare con questa guida della squadra rossonera sarebbe un accanimento terapeutico. Non era pensabile che a sette giorni dal naufragio genovese il Milan avrebbe ribaltato di netto la sensazione che ormai é diventata una realtà. La squadra non è competitiva, ha delle pause inaccettabili, delle sviste clamorose proprio nei suoi uomini più rappresentativi della roboante campagna acquisti rossonera.

Tutta la vicenda del Milan sin dall’abbandono della gestione Berlusconi sembrava costellarsi di improvvisazione, di avventurismo coperto solo da una propaganda che ha scambiato per salvatori della patria degli improbabili azzeccagarbugli che con un robusto patrimonio da spendere hanno finito per fare (peggio) quello che ha fatto per quattro anni il buon Adriano Galliani. Ovvero andare sull’usato sicuro.

I nostri punti deboli rimangono la difesa ed il centrocampo. Sarebbero impietose ed ingiuste le analisi sui singoli anche se una menzione particolare andrebbe fatta su Donnarumma: anche lui, un grande salvatore della patria a sette cifre, appare l’ombra del talento che tutti quanti celebravano.

Si tratta, ora, di accompagnare elegantemente alla porta il capitano di questo naufragio. Le sconfitte con le romane aprono la strada ad un campionato di delusioni e frustrazioni. Un’altra partita giocata con la sensazione di essere l’ultima spiaggia non porterà serenità nell’ambiente. L’obiettivo era la Champions. Abbiamo un punto in più di Bologna Chievo. È difficile trovare alibi convincenti. Non ci sono formule magiche nel calcio, neanche moduli che sostituiscano improvvisamente il trend. Questa nuova impresa, qualcuno l’ha sempre detto in tempi non sospetti, è apparsa al di sotto del livello standard a cui i milanisti sono stati abituati. La lotta societaria di questi anni purtroppo ha generato diverse scissioni nell’ambiente rossonero che tradizionalmente è sempre stato tranquillo anche nei momenti più tristi, quando c’erano ai vertici i protagonisti delle grandi vittorie. I nuovi non godono neanche la metà della stima dei vecchi proprietari, sono condannati a fare bene, ad assumere decisioni impegnative, immediate, prima che la contestazione travolga anche loro.