Redazione

Milan, il piatto piange. Tre sconfitte in sette partite, la vetta dista già nove punti, la zona champions 4 e gli scontri diretti con le concorrenti sono già compromessi (1-4 con la Lazio, 0-2 casalingo con la Roma). Quanto basta per andare alla sosta trascinandosi il fardello del fallimento tecnico? La società procede su vie parallele. Fassone pretende che il Milan non si abitui a perdere. Mirabelli ritiene che nessuno abbia la bacchetta magica. E Montella? Ha esaurito il credito. Una malaugurata sconfitta nel derby potrebbe segnarne il destino.

Testare il mercato, per andare a fondo

Il Milan ha messo in campo  tutti i nuovi acquisti ed ha perso una partita che comunque non avrebbe mai  vinto. La sensazione è che Montella abbia voluto sfidare la società, quasi a dimostrare l’inadeguatezza dei rinforzi. Un clamoroso autogol. La qualità dei calciatori messi a disposizione dalla società è fuori discussione. Solo Kalinic è stato sponsorizzato dal tecnico. Bonucci è stata una grande occasione che il Milan non si è lasciato sfuggire. Silva è un signor attaccante. Cosi come Rodriguez è uno dei migliori interpreti del ruolo. Alla stregua di Musacchio, Biglia e Kessie. E allora?

Il tecnico si è incartato?

Lo scorso anno il Milan era mediocre. Non gli si poteva chiedere di più. Montella ha fatto il suo: né più, né meno. Questa volta è diverso: il Milan ha una rosa profonda. E nel momento delle scelte, il tecnico sembra in difficoltà. La squadra appare in ritardo su tutto: non solo atletico, nonostante la scelta di tagliare Marra. I rossoneri visti contro la Roma denunciano altri problemi: identità, meccanismi. Quale è la formazione titolare? Perché a ottobre non vi sono scelte definitive? Montella vuole giocare a 3 o a 4? Vuole il trequartista o il tridente? E, in tutte le varie ipotesi, chi sono gli attaccanti/centrocampisti/difensori titolari?

Equivoco Bonucci

La quintessenza delle incomprensioni è nell’inizio stagione di Leonardo Bonucci. Chiamato (o issatosi) a leader difensivo sebbene non sia mai stato un eccellente difensore. Non, perlomeno, quanto sia un regista difensivo. É probabilmente fra i migliori a livello tattico e ha pochi rivali nel lanciare il pallone e nell’uscire palla al piede ma non è un marcatore nel senso pieno del termine. Ha bisogno di un guardaspalle. Nella Juventus si giovava della presenza di Chiellini, abile come pochi nel difendere e di Barzagli, ideale nella lettura del pallone. Al netto del “coaching” ha già commesso diversi errori di posizionamento e in marcatura. E chi lo dovrebbe correggere?